PuntoIt – Se vale la pena morire per un Selfie. I nuovi eroi e la responsabilità dei “grandi”

PuntoIt – Se vale la pena morire per un Selfie. I nuovi eroi e la responsabilità dei “grandi”

La storia dalla Calabria

Tre ragazzini di 13 anni, in Calabria, volevano fare un selfie sui binari, immortalando alle loro spalle l’arrivo di un treno con il telefonino. Uno dei tre ha atteso troppo ed è stato investito. Aggiungiamo anche questo episodio alla letteratura delle morti inutili causate dalle nuove mode.
Quanto è importante un selfie? Un bambino che vede i genitori concentrarsi sino all’inverosimile nel scattarsi una foto per poi pubblicarla sui social e ricevere tanti “mi piace”, riterrà da grande che un selfie è molto importante e che se lo fai sfidando la sorte è addirittura un atto eroico.
Un ragazzino che ci vede giorno e notte, a pranzo e a cena, in casa o in pizzeria, con gli occhi fissi sugli smartphone riterra’ davvero importante quel che appare sul display. Non ci vedono con un libro in mano, ci vedono smadonnare, ridere, riflettere e a volte parlare con un telefono che è molto più affascinante di un libro.
Non si può tornare indietro e demonizzare i nuovi mezzi di comunicazione e le mode. Si può però fare uno sforzo per gestire i nuovi mezzi e modi di comunicare, far comprendere ai ragazzi cosa vale la pena fare con un cellulare, cosa vale la pena vedere sui social e cosa no.
E magari riuscire a spiegare per cosa vale la pena vivere e per cosa morire.
Maurizio Angelillo