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La musica si ribella dopo il via libera al pubblico negli stadi per gli Europei

La musica si ribella dopo il via libera al pubblico negli stadi per gli Europei

Se in 16mila possono entrare in uno stadio altrettanti devono poter vedere un concerto

Il via libera del governo alla presenza di 16 mila persone nello stadio Olimpico di Roma per l’avvio degli Europei di calcio fa andare su tutte le furie il mondo dello spettacolo. “Se è possibile accedere in uno stadio con 16 mila persone per il calcio deve essere possibile anche per un concerto. E’ una questione di principio, il mondo della cultura non può essere trattato in questo modo”, è la dura reazione di Enzo Mazza, ceo della Fimi (la federazione dell’industria musicale italiana).

L’ok alla presenza degli spettatori nel limite del 25% della capienza dello stadio pone un problema per la sorte degli spettacoli dal vivo oggetto di trattativa tra il ministro della Cultura, Dario Franceschini, e il Comitato tecnico scientifico del governo. Sul tavolo la proposta di aumentare a mille la presenza agli spettacoli che stride con i 16 mila che dovrebbero mettere piede nell’Olimpico della Capitale. Mazza chiede subito l’avvio di un tavolo di confronto  “per ottenere quanto meno un trattamento equivalente”.

“E’ evidente – incalza Mazza – che siamo di fronte ad una farsa. Si dibatte su protocolli stringenti sui quali dovrebbe esprimersi il Cts, per consentire quest’estate eventi musicali con mille o poco più persone all’aperto e nello stesso momento si approva un piano per l’accesso di oltre 16 mila persone all’Olimpico in occasione degli europei di calcio? I danni causati al mondo dello spettacolo e della musica dal vivo dopo oltre un anno di pandemia e restrizioni sono immensi. Un settore distrutto, lavoratori dispersi e senza risorse, piccoli club che hanno chiuso per sempre e ora si scopre che una decisione politica può derogare alle restrizioni sanitarie? E’ ridicolo”.