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Musica – Niccolò Fabi: “Alla soglia dei 50 anni mi godo quello che ho costruito”

Il cantautore romano ospite di Radionorba – Foto e video

Niccolò vive un periodo della sua vita felice e torna negli studi di Radionorba per presentare “Diventi inventi”, il disco in cui ha risuonato e riarrangiato 20 canzoni per festeggiare i suoi 20 anni ci carriera. Venti anni sono volati? Dice Niccolò: “Sono per alcuni aspetti e, come per tutte le persone sembra che il tempo non sia mai sufficiente per fare tutto, sono successe tante cose alcune bellissime. La mia sensazione arrivato a questa età è che ho raccolto quello che speravo mi capitasse. E’ un bellissimo momento”.

La musica regala tempo fa vivere un certo tempo, considera Marco Guacci. “Io regalo un tipo di tempo” dice Niccolò “La musica è un grande amplificatore di quello che ci capita. Muta a seconda delle esperienze, muta la capacità di rimanerci dentro,di ascoltare un disco. La musica modifica il tempo che così si dilata o si restringe”.
Quali sono le canzoni a cui Niccolò è più affezionato? “E’ evidente che con alcune canzoni c’è un rapporto diverso che non dipende dal successo che ha avuto la canzone, ma dal fatto che nella vita di altri rappresentino qualcosa e non è l’unico. Ci sono canzoni meno conosciute rimaste nella tua memoria in maniera diversa che sono anche specchio della tua personalità e dopo tanti anni le senti ancora vicine”.
Le canzoni scelte per far parte di questa raccolta hanno messo un vestitino nuovo: “Sono state rivisitate nella mia casa in campagna, la stessa dove ho registrato “Una somma di piccole cose”. Sanno proprio Di odore di camino. Ho messo insieme in maniera omogenea canzoni che ho ricantato e risuonato oggi, che appartengono a periodi diversi, quindi avevano diversi stili e arrangiamenti in modo da avere un disco omogeneo. E’ come se una persona nel salotto di casa ti canta venti canzoni che ha scritto e lo fa in maniera confortevole”.

Osserva Claudia che di recente Niccolò ha considerato che è tempo di abitare dopo aver costruito. “Costruire è la canzone che in questo momento rappresenta di più del mio modo di scrivere canzoni. Tengo molto al verbo costruire: in questi anni ho costruito una mia serenità nel fare questo lavoro e ho scritto cose che mi piacciono sempre di più. Però poi uno deve smettere di costruire e godersi quello che si è fatto altrimenti la vita è una rincorsa verso cose che non ti godi. Ora lo posso fare, anche perchè l’anno prossimo compio 50 anni e mi sembra un buon momento per godere non vorrei fare e costruire senza quella possibilità di godere quello che faccio”.

Niccolò non è mai stato urlatore nel canto: “Io non nasco cantante, ma autore. Ho una intensità dinamica della voce. Il mio non è un concerto sussurrato. Il mio linguaggio è delicato, non così esplicito e la sensazione è di essere morbido anche quando dice cose durissime. “Diventi inventi” è il titolo che ho scelto prt questa raccolta: diventare e inventare sono due verbi determinati e per un artista lo sono ancora di più. Alla fine è un pensiero legato al percorso (e on al bilancio che è un termine finanziario…) che hai fatto, è un momento gratificante in cui fai cose che raccolgono il consenso di tutti per vivere più serenamente.”

Del disco fa parte anche “Lasciarsi un giorno a Roma”. Sono cambiate le modalità di lasciarsi oggi? Risponde Niccolò: “Beh passano diverse esperienze sentimentali, cambia la modalità di vivere le separazioni. Non è meno forte, la canzone, ma è diversa dalla prima volta, c’è meno rabbia e più comprensione. Per quanto ti possa far soffrire a volte lasciarsi è inevitabile. La canzone è diventata meno urlata e più colloquiale. Diciamo che tutta la mia musica è adatta per accompagnare un certo tipo di viaggio. Certo non mi aspetto che uno metta il disco in pieno agosto con due fanciulle e in una macchina decappottabile! Ma ci sono altri tipi di viaggio”.
Il 26 novembre a Roma Niccolò terrà un concerto legato al nuovo disco: “Sarà un po’ la festa finale di questo periodo. E’ in un contesto innaturale per me come il palazzetto dello sport. Quella di suonare nei palazzetti non è una mia ambizione. Sarà un unico concerto in un palazzetto ma per far sì che le persone possano viverlo in maniera diversa e più epica”.

Angela Tangorra