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Covid: via libera alla terza dose dopo cinque mesi, in arrivo il Super Green Pass solo per vaccinati e guariti

Governo e Regioni stanno ultimando le regole per nuove restrizioni, possibilmente non generalizzate, per vivere un periodo natalizio più sereno, ma soprattutto evitare conseguenze più gravi durante la quarta ondata della pandemia da Covid-19, proprio come sta accadendo in questi giorni in Germania e Austria.

C’è ancora molto da discutere, ma le linee guida sembrano esserci tutte. E il primo provvedimento è già ufficiale e pubblicato in Gazzetta: il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha fatto sapere che la terza dose del vaccino anti-Covid si potrà ricevere dopo cinque mesi dalla seconda e non sei. L’Aifa ha dato il via libera per motivi di massima precauzione. Il ministro sta spingendo, inoltre, per renderla disponibile da subito a tutte le fasce d’età e non solo dai 40 anni in su.

I presidenti di regione, nell’incontro con il governo delle scorse ore, hanno sottolineato l’importanza di  arrivare a restrizioni che però non vadano a penalizzare chi si è vaccinato e ha dimostrato responsabilità. Insomma, evitare nuovi lockdown generalizzati. La soluzione sarebbe il super green pass, cioè destinato solo a vaccinati e guariti. Sembra che anche le ultime resistenze a questo provvedimento stiano cedendo. Per convincere i 7,6 milioni di italiani ancora non vaccinati, quindi, governo e regioni starebbero per abbandonare la linea soft: niente più tamponi per ottenere la certificazione verde per il tempo libero. Dunque accesso a ristoranti, bar, teatri, cinema, palestre, piscine, stadi e via dicendo saranno possibili solo a vaccinati e guariti. Al massimo, l’unica concessione, sarebbe per i posti di lavoro: in quel caso i tamponi sarebbero validi, ma anche qui ci sono molti dubbi sull’attendibilità degli stessi. L’idea, però, è di accorciare la durata da 72 ore a 48 per i molecolari e da 48 a 24 ore per gli antigenici.

Il nodo da sciogliere nel prossimo Consiglio dei Ministri tra mercoledì e giovedì è l’applicazione di queste nuove restrizioni: solo in zona arancione e rossa oppure in tutta la nazione, quindi anche in zona bianca? I governatori chiedono la prima soluzione, ma nel governo ci sono partiti, come Forza Italia, che mirano alla seconda. Da valutare, inoltre, la durata del nuovo green pass: lasciarla a 12 mesi, al momento, non sembra un’ipotesi possibile. Molto più probabile ridurla a 9, ma alcuni governatori vorrebbero addirittura farla passare a 6.

Altro tema sul quale ci sarà molto da discutere sono i trasporti locali: regioni e governo sarebbero d’accordo a imporre il green pass anche per metropolitane e autobus, meno possibilista il ministro Giovannini.

Infine l’obbligo vaccinale. Ultima risorsa per combattere il Covid e contro i no vax più incalliti. Confindustria e Cgil avrebbero già dato l’ok: nuovi lockdown, infatti, sarebbero fatali per molte categorie di lavoratori, quindi meglio prevenire. Per il momento, però, il governo starebbe valutando solo un’estensione dell’obbligo ad altre categorie oltre a sanitari e personale delle Rsa: insegnanti, forze dell’ordine e impiegati della pubblica amministrazione a contatto con i cittadini.

Gianvito Magistà

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