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Naufragio migranti, arrestato in Austria il quarto scafista. Domani il Cdm a Cutro. Piantedosi: “Falso che il Governo abbia impedito i soccorsi”

E’ stato rintracciato in Austria e arrestato il quarto scafista del naufragio di Cutro, un 28enne turco, Gun Ufuk, che
dopo il naufragio era riuscito ad allontanarsi e a rendersi irreperibile. 

Sul conto di Gun Ufuk pendeva l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Crotone, Michele Ciociola, dopo la convalida dei fermi dei presunti scafisti. Gli altri tre arrestati sono un turco e due pakistani, uno dei quali minorenne. Anche la procura di Roma ha aperto un fascicolo.
Ufuk sarebbe stata la persona cui era affidato il compito di condurre il caicco che a poche decine di metri dalla riva,
davanti la costa di ‘Steccato’ di Cutro, ha urtato contro una secca scaraventando in mare il suo carico umano. Il cittadino turco, inoltre, avrebbe svolto anche le funzioni di meccanico, intervenendo piu’ volte quando il motore dell’imbarcazione ha manifestato qualche problema.

“Temendo la presenza delle forze dell’ordine sulla costa, gli scafisti hanno effettuato una brusca virata” che ha causato la tragedia, spiega il ministro dell’Interno Piantedosi. “Sostenere che i soccorsi siano stati impediti dal Governo costituisce una grave falsità”, aggiunge il ministro.  Fino al momento in cui non c’è stata quella virata, le autorità italiane avevano trattato l’imbarcazione partita 4 giorni prima dalla Turchia come un’attività di ordine pubblico, di polizia, e non di ricerca e soccorso, dal momento che nessuno aveva segnalato una situazione di emergenza. Ecco perché è intervenuta la Guardia di finanza e non la Guardia costiera. E’ comunque una “grave falsita’” dire che il Governo di centrodestra abbia modificato le regole sugli interventi in mare a discapito dei salvataggi: così si offendono “la professionalità e l’onore dei nostri operatori impegnati quotidianamente in scenari difficili”. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ricostruisce in un’informativa alla Camera ed al Senato la nottata che ha portato a 72 vittime ed una trentina di dispersi, difendendo il suo operato e chiarendo che i suoi commenti sulle responsabilità di chi parte su imbarcazioni fatiscenti non volevano certo “colpevolizzare le vittime”, ma erano diretti contro gli scafisti, “ignobili delinquenti”: “mi dispiace profondamente che il senso delle mie parole sia stato diversamente interpretato”. Da Palazzo Chigi arriva il plauso per “l’esposizione puntuale dei fatti”, da cui emergerebbe che “non ci sono state carenze nelle
operazioni di soccorso, la tragedia è stata pertanto causata dal comportamento criminale degli scafisti”.
La procura di Crotone indaga su eventuali responsabilita’ nel naufragio. Piantedosi attende “con fiducia e rispetto” l’esito degli accertamenti giudiziari e riferisce la sua versione dei fatti basata sulle testimonianze dei superstiti e sui rapporti acquisiti da Guardia di finanza e Guardia costiera.

Le parole del ministro non placano l’opposizione. “Anche oggi – il commento della segretaria del Pd, Elly Schlein –
un’occasione sprecata per rispondere a domande precise: chi ha deciso che intervenisse la guardia di finanza invece che la guardia costiera?”.
Vittoria Baldino (M5s) attacca il vicepremier e ministro dei Trasporti: “dove e’ Matteo Salvini? Perche’ continua a scappare dal parlamento come un coniglio e non si assume le sue responsabilita’? Se ritiene di rispondere solo a se stesso si guardi allo specchio e si dimetta”.

Per il leader di Iv, Matteo Renzi, “l’identità italiana è di chi salva le vite non di chi fa respingimenti”.

Angelo Bonelli (Adv), ribadisce la richiesta di dimissioni di Piantedosi, che “non ha in alcun modo risposto sul
nodo cruciale della questione: perche’ alle navi della Guardia Costiera non è stato dato l’ordine di uscire in mare?”. 

Oggi la riunione preparatoria al Consiglio dei ministri convocato per domani in Calabria. Intanto la premier Giorgia Meloni fa asse con la presidente della Commissione Ue von der Leyen, e dialoga con Salvini incontrato ieri a palazzo Chigi. La presidente del Consiglio sta lavorando in prima persona al dossier sui migranti in vista della riunione di domani.
Sulle norme al momento l’unica cosa certa è che ci sarà una stretta sui trafficanti di essere umani. Con l’inasprimento
delle pene previste e l’introduzione di un aggravante in caso di naufragio dell’imbarcazione. Linea dura contro gli scafisti e snellimento delle procedure per chi ha le carte in regola per arrivare in Italia. Ma sul tavolo ci sono diverse ipotesi. Si punta su nuovi corridoi umanitari, a finanziamenti ad hoc per i comuni per l’attività di controllo e di inclusione, a misure per la semplificazione delle norme, ad una maggiore apertura ai flussi migratori regolari, al rafforzamento dei centri di accoglienza ma anche dei Cpr.

Si sta lavorando di concerto con i vari ministeri: non si esclude, tra l’altro, la possibilità di insistere sulla costituzione di hotspot nei paesi di partenza. Possibile che ci sia nel pacchetto di norme che saranno inserite in un decreto, anche la norma “AntiSoumahoro” – che la Lega aveva inserito nel decreto Ong – con l’eventualità di commissariamento delle associazioni e delle cooperative che si occupano di accoglienza in caso di violazioni e irregolarita’ nella gestione dei centri.

Stefania Losito

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