Il cancelliere tedesco Friedrich Merz non ci sta: i lavoratori tedeschi si ammalano troppo, sono 14 giorni e mezzo di malattia in media ogni anno per lavoratore. “Si tratta di quasi tre settimane in cui le persone in Germania non lavorano per motivi di salute. È davvero giusto? È davvero necessario?”, chiede Merz.
L’allarme è in realtà partito pochi giorni fa da una delle case mutue tedesche, la Dak: nel 2025 i giorni in media di assenza dal lavoro per malattia dei suoi iscritti sarebbero di 19,5. Per questo l’ente ha chiesto “un vertice su questi temi in cancelleria federale”. Viene proposto, tra le altre cose, l’introduzione di un certificato medico parziale per determinate malattie e diagnosi, uno strumento già collaudato nei paesi scandinavi. In questo modo il lavoratore potrebbe far ricorso allo smart working, se previsto, o ad una riduzione delle ore di lavoro.
E’ da tempo che i datori di lavoro, riuniti nell’organizzazione Bda, chiedono di cambiera passo in modo radicale, anche perché “il mantenimento della retribuzione in caso di malattia è la prestazione sociale più costosa finanziata esclusivamente dai datori di lavoro. Nel 2023 – si legge nel documento adottato – i datori di lavoro hanno dovuto spendere circa 77 miliardi di euro per questa prestazione. I relativi costi sono raddoppiati in 14 anni”.
Come risolvere? Il primo passo è l’abolizione della possibilità di ottenere il certificato medico di malattia al telefono, una possibilità introdotta durante la pandemia di Covid per alleggerire il lavoro degli studi medici, ma che si presta anche ad abusi. Anche per Merz il certificato al telefono era “giustificato durante il periodo del coronavirus, ma lo è ancora oggi?”.
Anche l’accordo di coalizione tra CVdu-Csu e Spd, spiega che si tratta di correzioni: “Intendiamo modificare il sistema di certificazione medica telefonica in modo da escludere abusi in futuro”.
Tra i primi a criticare il certificato di malattia telefonico è il leader della Csu Markus Soeder, che lo ha fatto a modo suo: una diagnosi al telefono “è in grado di farla forse il dottor House, ma nessun altro”. L’ex ministro della Salute Karl Lauterbach della Spd si è espresso sul quotidiano ‘Tagesspiegel’ contro l’abolizione delle assenze per malattia comunicate telefonicamente: a suo avviso un miglioramento delle assenze per malattia può essere ottenuto attraverso la “medicina preventiva”. In effetti le valutazioni effettuate finora non confermerebbero alcun abuso, ripetono dall’Associazione dei medici di famiglia.
Ma per i datori di lavoro occorre intervenire sulla continuità dello stipendio in caso di malattia: ad avviso del Bda, studi dimostrano che “se il tasso di sostituzione dello stipendio scendesse dal 100 all’80%, anche le assenze diminuirebbero in media di circa il 20%”. Come primo passo il Bda chiede che “il pagamento della retribuzione in caso di malattia può essere limitato a 6 settimane per anno solare”.
I sindacati respingono le proposte e allontanano il sospetto intorno ai lavoratori: “Mandare le persone malate al lavoro o chiedere loro di andare in pensione più tardi non porterà alcun nuovo ordine nel nostro Paese”, ha tuonato la presidente della Confederazione tedesca dei sindacati (Dgb) Yasmin Fahimi.
Stefania Losito