Dal periodo pre-Covid a oggi, le bollette energetiche delle imprese del settoe terziario, quello commerciale, sono aumentate fino al 70%, con costi mensili di duemila euro per negozi, ristoranti e bar. Lo spiega l’Osservatorio Confcommercio energia. In particolare, nel 2025 la bolletta elettrica è aumentata del 28,8% e quella del gas addirittura del 70,4%.
In particolare, ad incidere sulle bollette elettriche, si legge nel rapporto, “non è solo la componente energia (60% del
totale), ma anche gli oneri generali di sistema, tornati a pesare per quasi il 20% sul totale dopo la fine delle misure emergenziali” messe in campo dal governo. Alla luce di questi dati e in vista dell’atteso, nuovo decreto energia, Confcommercio in una lettera inviata al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ha evidenziato la necessità di
strumenti normativi e politiche di sostegno per tutelare maggiormente le imprese, in particolare quelle di piccola e
media dimensione.
Guardando alla spesa mensile per luce e gas, nell’ultima parte del 2025 gli alberghi di medie dimensioni sono arrivati a
9.117 euro al mese, seguono i negozi di grandi dimensioni (5.979 euro), gli hotel di piccole dimensioni (5.263 euro), i negozi alimentari (2.334 euro), i ristoranti (2.083 euro), i bar (1.009 euro) e i negozi non alimentari (855 euro).
I dati sulla spesa dei negozi e delle imprese del terziario “confermano come il costo dell’energia continui a rappresentare un freno alla competitività”, sottolinea Confcommercio. Il confronto con gli altri Paesi europei parla da solo: nel 2025 il prezzo medio dell’energia elettrica in Italia all’ingrosso è maggiore del 79,6% rispetto alla Francia, del 78,7% rispetto alla Spagna e del 27% rispetto alla Germania. Tra il 2019 e il 2025, inoltre, l’energia elettrica in Italia è aumentata del 122%, quasi il doppio rispetto alla Francia (+64%) e tre volte e mezzo rispetto alla Spagna (+36%).
L’analisi si concentra quindi sulle bollette elettriche del quarto trimestre 2025, in forte aumento rispetto al secondo e al
terzo trimestre 2025. Questo aumento, spiega ancora l’Osservatorio dell’associazione, è dovuto al ripristino degli oneri di sistema per le utenze non domestiche in bassa tensione con potenza disponibile superiore a 16.5 kW, azzerati per i due trimestri centrali del 2025. Tutti i settori hanno beneficiato di questa riduzione degli oneri nel secondo e terzo trimestre 2025, ad eccezione dei negozi non alimentari, i cui impianti hanno una potenza media di 10 kW e non rientravano quindi tra i destinatari del provvedimento. L’aumento degli oneri di sistema ha comportato un aumento della bolletta media mensile tra il terzo e quarto trimestre del 21% con punte del 22% per gli alberghi, piccoli e medi, e per le grandi superfici di vendita.
Stefania Losito