Una sparatoria è avvenuta nella scuola media Tumbler Ridge in British Columbia, in Canada. Nove i morti e 27 i feriti. La persona che ha aperto il fuoco è morta, probabilmente togliendosi la vita. Secondo i media canadesi l’assassino era una donna, ma la polizia ha rifiutato di fornire dettagli sulla sua identità. Diramata l’allerta, durante la perquisizione della scuola, la polizia ha trovato sei persone uccise a colpi d’arma da fuoco; una settima, ferita, è morta durante il trasporto in ospedale. Separatamente la polizia ha trovato altri due cadaveri a Tumbler Ridge, in un’abitazione a che si ritiene sia “collegata all’incidente”. Gli agenti stanno perquisendo altre abitazioni e proprietà nella comunità per verificare se ci siano altri siti collegati all’incidente. La polizia ha chiesto a tutti i residenti di Tumbler Ridge di rimanere in casa, o al lavoro, e chiudere a chiave le porte.
Il primo ministro canadese Mark Carney si è dichiarato “devastato”. “Mi unisco ai canadesi nell’esprimere le mie condoglianze a coloro le cui vite sono state cambiate per sempre oggi e nel rendere omaggio al coraggio e all’altruismo dei primi soccorritori che hanno rischiato la vita per proteggere i loro concittadini”, ha aggiunto Carney in un messaggio su X. Le sparatorie di massa sono rare in Canada, ma questa è la seconda nella Columbia Britannica in meno di un anno. Nell’aprile 2015 undici persone sono state uccise a Vancouver quando un uomo ha investito con il suo camion una folla che celebrava un festival culturale filippino. Ma la strage di Tumbler Ridge è la seconda più grave mai avvenuta in una scuola nella storia del Canada. Ottawa esercita un controllo sul possesso di armi molto più stretto di quello in vigore negli Stati Uniti e riuscire a mettere le mani su un fucile da assalto è piuttosto difficile.
L’unico precedente più grave risale al 1989, quando il venticinquenne Gamil Gharbi, animato da un odio patologico per le donne ereditato dal padre violento, fece irruzione nel Politecnico di Montreal e uccise 14 studentesse, dopo aver
costretto i colleghi uomini a uscire dall’aula teatro del massacro. Nel 2016, inoltre, un diciassettenne con disturbi mentali, frustrato per essere stato bocciato per la terza volta, uccise a colpi di proiettile cinque persone, tra cui due cugini e un insegnante della sua scuola, a La Loche, nel Saskatchewan.
Stefania Losito