I ricercatori hanno osservato il comportamento di 185 esemplari che nel loro habitat sono stati esposti a oggetti nuovi e a suoni umani
Ne hanno paura ma si abituano velocemente alla loro voce: i lupi si adattano molto facilmente e rapidamente a vivere vicino agli esseri umani nei centri abitati, e affrontano eventuali cambiamenti con maggiore facilità se sono in branco. E’ quanto è emerso dalla ricerca pubblicata sulla rivista dell’Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti, Pnas, e condotta in 44 siti dell’Italia centrale, in particolare fra Toscana ed Emilia Romagna, caratterizzati da diversi livelli di urbanizzazione.
I ricercatori hanno osservato il comportamento di 185 lupi selvatici (Canis lupus) che nel loro habitat naturale sono stati esposti a oggetti nuovi e a suoni umani. I risultati indicano che i lupi sanno adattarsi in modo flessibile ai paesaggi
dominati dagli esseri umani. In particolare è emerso che, quando incontrano un oggetto nuovo, i lupi provenienti da aree più urbanizzate hanno mostrato di avere paura, ma sono stati più cauti nel momento in cui l’oggetto è stato modificato. Le registrazioni di voci umane hanno invece provocato forti reazioni di paura nell’81% dei lupi, indipendentemente dal grado di urbanizzazione. Quando sono in gruppo, però, hanno meno paura rispetto a quando sono da soli.
“I risultati mostrano che i lupi adattano in modo flessibile le loro risposte comportamentali sia ai rischi sia alle opportunità presenti nei paesaggi dominati dagli esseri umani. Questo è un fattore chiave del successo dei lupi nelle aree urbanizzate“, osserva la coordinatrice della ricerca.
Secondo la docente i risultati indicano “la natura complessa e dipendente dal contesto della paura nei lupi e la sua variazione lungo il gradiente di urbanizzazione. Le conoscenze acquisite ci offrono una prospettiva completamente nuova sul futuro della coesistenza tra lupi ed esseri umani. Allo stesso tempo – conclude – sottolineano anche la sfida di raggiungere una convivenza pacifica”.
Lo studio è stato coordinato dall’Istituto Konrad Lorenz per la Ricerca comparata sul comportamento (Klivv) dell’Università di Medicina Veterinaria di Vienna e la prima autrice è Martina Lazzaroni, dell’Università di Parma. Ha partecipato anche l’Università di Sassari.
Stefania Losito
