Sono otto i dialetti considerati che non rientrano nella legge statale di tutela delle minoranze linguistiche
Nella Giornata Internazionale della Lingua Madre, prende vita ufficialmente il Coordinamento Lingue Regionali e Diritti Linguistici (Clird), una realtà italiana che riunisce per la prima voltale otto lingue regionali non incluse nella legge statale di tutela delle minoranze linguistiche, ovvero emiliano, ligure, lombardo, napoletano, piemontese, romagnolo, siciliano, veneto.
Il Coordinamento nasce con l’obiettivo di promuovere, tutelare e far riconoscere il patrimonio linguistico d’Italia nella sua interezza, in linea con quanto affermato nel Manifesto fondativo: “l’Italia possiede un patrimonio linguistico di primo piano in Europa” e la sua salvaguardia è ormai “improcrastinabile”.
“Queste lingue vantano oltre mille anni di storia linguistica: non sono dialetti dell’italiano perché non derivano dall’italiano, bensì direttamente dal latino. Infatti, emiliano, ligure, lombardo, napoletano, piemontese, romagnolo, siciliano e veneto sono lingue sorelle dell’italiano non certo figlie: tutti i linguisti concordano su questo- ha detto il presidente del Clird Alessandro Mocellin, docente, formatore e ricercatore – nella pratica, queste lingue non solo hanno diritto di essere parlate, ma sono un’opportunità imperdibile per educare, anche a scuola, le generazioni presenti e future al plurilinguismo come valore culturale, palestra di apprendimento e patrimonio civile. Chi parla fin da piccolo una lingua ufficiale e una lingua minoritaria anche non ancora riconosciuta – sottolinea Mocellin – avrà un cervello bilingue, con tutti gli enormi benefici sulla memoria, il problem solving e l’intelligenza in generale”.
Il Clird riunisce le principali realtà associative impegnate da anni nella ricerca, nella promozione culturale e nella difesa
dei diritti linguistici delle rispettive comunità. Ne fanno parte: per la lingua emiliana (cod. ISO: egl): Léngua Mêdra; per
la linguaUn passo storico per i diritti linguistici e il patrimonio linguistico e culturale italiano. Il sito internet ufficiale del Clird è consultabile all’indirizzo www.clird.it.
Tutela delle Minoranze linguistiche storiche, la normativa – La Costituzione italiana, con l’art. 6, tutela le minoranze linguistiche riconoscendo che all’interno dello Stato vivono popolazioni che parlano lingue diverse e hanno differenti culture, tradizioni, abitudini. Di conseguenza, la legislazione italiana a tutela delle minoranze linguistiche, con la legge 482 del 15 dicembre 1999, all’art. 2, in attuazione dell’art. 6 della Costituzione e in armonia con i principi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, riconosce l’esistenza di dodici minoranze linguistiche definite “storiche” attribuite a varie famiglie linguistiche presenti entro i confini della Repubblica italiana e ne ammette a tutela le rispettive lingue ( albanese, catalana, croato, francese, francoprovenzale, friulano, germanico, greco, ladino, occitano, sardo, sloveno ). Queste dodici lingue minoritarie, parlate in delimitazioni territoriali riconosciute di 14 regioni italiane, sono tutelate da apposite leggi nazionali (legge quadro 482/99) e leggi regionali e delle province autonome.
Stefania Losito
