Il governo ha varato il Piano Casa. Tre i pilastri principali per rendere disponibili 100mila tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati nei prossimi 10 anni, stanziando fino a 10 miliardi di euro a cui si sommeranno gli investimenti privati.
Primo Pilastro: ‘Edilizia residenziale popolare’
Entro un anno dall’approvazione del decreto si punta al recupero di 60mila alloggi popolari attualmente inutilizzabili, con uno stanziamento di 1,7 miliardi di euro, integrabili con i fondi per la rigenerazione urbana, e prevede la nomina di un commissario straordinario.
Secondo Pilastro: housing sociale
Un pacchetto di semplificazioni e una concentrazione delle risorse per 3,6 miliardi di euro gestito da Invimit per creare alloggi a canone calmierato.
Terzo Pilastro: gli investimenti privati
Lo Stato assicura procedure veloci e semplificazioni burocratiche, come la nomina di un commissario straordinario per investimenti superiori a 1 miliardi di euro, al privato che vuole investire. In cambio i costruttori destineranno almeno il 70% degli edifici all’edilizia convenzionata, con prezzi scontati di almeno il 33% rispetto al mercato.
Ok alla formula del ‘rent to buy’: non si paga più a vuoto l’affitto, ma si paga l’affitto di una lunga locazione e poi si può riscattare l’immobile.
Nel provvedimento si punta anche alla lotta agli sgomberi, inserito accanto al piano, con una serie di misure per rendere più efficace e veloce la liberazione degli immobili occupati abusivamente.
Stefania Losito