Gli italiani vanno più volte alla settimana a fare la spesa rispetto agli stranieri che vivono in Italia. Ma gli scontrini più pesanti sono di questi ultimi che vanno al massimo 200 volte, durante l’anno, al supermercato ma il loro scontrino è di 23,05 euro più alto rispetto a quello di un italiano, con una spesa annua maggiore per i beni di largo consumo
(4,6mila euro). Emerge dalla ricerca “Gli stranieri in Italia” realizzata da YouGov, realtà operante nelle ricerche sul mondo del largo consumo, che ha rilevato i comportamenti d’acquisto delle famiglie straniere in Italia segnalando che
spendono il 2% più degli italiani al supermercato. Lo studio di mercato registra che 2 stranieri dieci mostrano una forte predilezione per i discount e tre su dieci danno maggiore attenzione alle promozioni (29,4%). La ricerca evidenzia inoltre che per orientarsi nell’offerta di generi di largo consumo, il target stranieri utilizza soprattutto programmi fedeltà (nel 56% dei casi), volantini online (54%) e cartacei (50%) e le offerte personalizzate ricevute dopo acquisti precedenti (41%).
Gli analisti sottolineano che nello scenario fotografato “la private label viene preferita ai prodotti di marca, mentre tra
le categorie c’è un forte orientamento verso le bevande, l’ortofrutta a peso imposto, la cura della persona e il pet care”.
Tra i risultati dell’analisi è certificato che le famiglie straniere in Italia mostrano un orientamento più forte, rispetto al totale della popolazione, verso le specialità alimentari provenienti da altre nazioni con la preferenza per i wurstel (con un indice di acquisto sopra media del 56%) e le specialità etniche (51%). Nel comparto ortofrutta a peso imposto, per frutta esotica (97%), aglio (+47%) e cipolle (+44%). Tra le categorie beverage, si registra un alto consumo di energy drink (+64% rispetto alla media nazionale), liquori (+38%), birre (+30%) e succhi di frutta (+22%).
Stefania Losito