Se è vero che in Italia va ancora per la maggiore l’uso del contante, è anche vero che quasi un cittadino su quattro non lo usa proprio più. La Banca d’Italia conferma che l’uso del cash resta relativamente elevato rispetto ad altre economie
avanzate e tra i consumatori la transizione verso i pagamenti digitali non è uniforme. Lo spiegano chiaramente i numeri riportati in uno studio di Bankitalia sulle abitudini degli italiani e sul loro approccio ai pagamenti.
Il quadro, secondo gli economisti, conferma che le abitudini in Italia rimangono in gran parte legate agli strumenti tradizionali, nonostante la crescente disponibilità di opzioni digitali. Tuttavia la quota di consumatori che abbraccia l’innovazione digitale è tutt’altro che trascurabile e indica un cambiamento graduale ma tangibile verso pratiche di pagamento più diversificate e tecnologicamente avanzate. Tra gli utenti integrati nell’ecosistema digitale sono presenti più giovani, mentre tra gli affezionati al contante prevalgono gli anziani.
La maggioranza degli utenti, il 50,2% del campione, adotta un comportamento cosiddetto “tradizionale”, caratterizzato dall’utilizzo di contante e carte nei punti vendita fisici e da un uso limitato dei canali di pagamento a distanza. Il 24% dei consumatori invece non usa mai il contante e il 15% è ben integrato nell’economia digitale. C’è poi una minoranza del 7% della popolazione che si affida prevalentemente al contante, mentre una percentuale ancora inferiore, pari ad appena il 4%, lo utilizza esclusivamente in combinazione con le carte prepagate.
Bankitalia ha tracciato cinque profili tipo degli italiani in base alle loro abitudini di pagamento: ci sono gli ‘amanti del
contante’ che si affidano esclusivamente al cash, gli ‘scettici verso la tecnologia bancaria’, che usano contante e carte
prepagate, mostrando un accesso parziale ai servizi finanziari, ma evitano tecnologie bancarie più avanzate. Il terzo e più cospicuo gruppo è quello dei ‘tradizionalisti’, che combinano contante e carte nelle transazioni quotidiane, ma mostrano uso limitato dei pagamenti online o mobili. Ci sono poi gli ‘utenti ben connessi’ che sono completamente integrati nell’economia digitale e utilizzano attivamente una vasta gamma di strumenti di pagamento, tra cui contanti, carte e soluzioni digitali e, infine, gli ‘utenti solo digitali’, ovvero quelli completamente senza contanti e che si affidano esclusivamente a strumenti digitali.
Le transazioni tramite Pos rappresentano la quota maggiore dei pagamenti registrati, seguite dagli acquisti online, mentre i trasferimenti diretti di denaro tra privati (P2P) costituiscono una frazione molto più ridotta. L’utilizzo degli
strumenti di pagamento varia molto a seconda del contesto d’uso. Sebbene il contante rimanga il metodo di pagamento prevalente presso i Pos, il suo ruolo è più limitato nelle transazioni online e P2P. Le carte e i pagamenti tramite dispositivi mobili costituiscono la quota maggiore degli acquisti online, mentre i pagamenti P2P risultano più equamente distribuiti tra contante, carte e strumenti mobili. Anche le carte prepagate sono utilizzate in misura significativa in tutti i contesti e secondo Bankitalia la loro diffusione si spiega in parte con la possibilità di ottenerle senza aprire un conto corrente.
Stefania Losito