I lavoratori autonomi, specie se sono del Sud, sono a rischio povertà più del doppio rispetto ai dipendenti. A livello di ripartizione geografica la situazione piu’ critica si registra nel Mezzogiorno. Se tra gli autonomi di quest’area il rischio e’ del 31,6 per cento, per i salariati e’ del 15,1 per cento. I dati sono riferiti al 2025. La segnalazione viene dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, l’associazione artigiani e piccole imprese.
Secondo i dati del ministero dell’Economia e delle Finanze, i titolari di partita Iva sfiorano i 4 milioni. Dal 2016 il regime forfetario, istituito dal governo Renzi è l’unica agevolazione per questa categoria di lavoratori: cioè la cosiddetta flat tax al 15 per cento. Oggi i forfettari sono quasi 2 milioni. In Puglia sono il 6%, in Basilicata lo 0,8%. La regione che ne conta di più è la Lombardia, seguono Lazio e Campania.
Il regime forfetario coinvolge i lavoratori della sanità privata, del settore tecnico-edilizio, gli studi legali e i consulenti aziendali e manageriali. Il reddito medio annuo dichiarato al netto delle perdite è di 17.180 euro.
I più ricchi si concentrano a Bolzano, i più poveri, agli ultimi posti della classifica, sono tutti gli autonomi delle regioni del sud: Abruzzo, Sicilia, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria con 14mila euro di reddito medio.
Stefania Losito