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Allarme Covid dell’Oms, Speranza: “Massima attenzione, insistere sui vaccini”. Figliuolo: “Copertura all’87,7%”

I contagi da Covid, in Italia, sono in risalita. E l’allarme dell’Organizzazione mondiale della Sanità sulla quarta ondata in Europa preoccupa il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Nel quadro europeo i numeri dell’Italia si possono considerare tra i migliori ma è evidente che allarme dell’Oms va considerato con la massima attenzione e ci richiede di insistere con la campagna di vaccinazione”, ha detto il ministro della salute, Roberto Speranza, alla conferenza stampa a Palazzo Chigi sulla prosecuzione della campagna vaccinale. “Lavoreremo dalla prossima settimana per allargare la dose booster anche ad ulteriori fasce generazionali”, ha aggiunto. “Dobbiamo ancora recuperare sulle prime dosi e accelerare sulle terze dosi – ha precisato il ministro – raccomandate a tutti i fragili indipendentemente dall’età, a coloro che hanno avuto il monodose J&J e per gli over60”. Per Speranza le regole adottate finora sono risultate vincenti. “Le mascherine restano obbligatorie al chiuso ma vanno usate in tutti i casi in cui c’è un rischio di assembramento: è importante insistere sulle misure ed i comportamenti che, insieme alla campagna vaccinale, restano elementi fondamentali per gestire questa fase della pandemia”. Lo conferma anche il presidente del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli. “Vanno evitati assembramenti e partecipazione a feste” se non ci sono mascherine e il rischio circolazione virus è importante”. Sulla terza dose, Locatelli, ha spiegato: “Terza dose è sicura e io stesso l’ho ricevuta senza problemi – e ancora – bisogna incrementare la vaccinazione in chi non l’ha fatta ed è importante sottoporsi alla terza dose come protezione” per fragili, anziani e personale medico. “Trovo che ‘Pandemia dei non vaccinati’, l’espressione usata dal ministro tedesco, sia assai incisiva – ha spiegato Locatelli – il rischio di essere infettati è significativamente diverso tra chi è vaccinato e chi non lo è. Fino a 59 anni di età, in Italia, nessuno dei vaccinati è finito in terapia intensiva, mentre oltre gli 80 anni c’è un rischio 8 volte superiore per i non vaccinati”. Sull’estensione del vaccino ai bambini, Locatelli spiega che “l’Fda ha approvato il vaccino Pfizer per bambini in una dose di un terzo”. Questo vuol dire, per il coordinatore del Cts, che “ci sarà un’opportunità di protezione offerta anche a questa fascia di età, sia per proteggere i bambini da forme assai rare sia proteggerli da forme di long covid, e per ridurre ulteriormente la circolazione virale”. Nella relazione tra rischi e benefici, vincono i benefici. Non ultimo, per Locatelli, “il beneficio di poter mantenere con maggiore probabilità una serie di strumenti formativi ovvero la scuola: inutile che ci lamentiamo dei risultati dei test Invalsi se poi non garantiamo la presenza a scuola”.

Il fantasma della quarta ondata preoccupa i cittadini, che temono ulteriori chiusure. “Se proseguiamo con la campagna vaccinale potremo avere uno scudo per gestire al meglio la stagione tradizionalmente più favorevole al virus, ossia quella autunnale e invernale”, è la replica di Speranza. Intanto, resta la quarantena di dieci giorni per chi rientra dai Paesi extra-Ue. “Sul turismo noi lavoriamo da tempo per favorire la maggiore circolazione delle persone – ha chiarito Speranza – ma non si può non tenere conto del quadro epidemiologico che è mobile, e non tutti i paesi hanno livelli
tali da consentire di abbassare l’attenzione”. 

Sul fronte dei vaccini, il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Figliuolo, ha chiarito che – ad oggi – “siamo all’83,3% di vaccinati con ciclo completo, circa 45 milioni di cittadini. Coloro che hanno fatto almeno una dose sono oltre 46 milioni pari all’86% a cui possiamo sommare i 600 mila guariti: questo ci porta all’87,7% di persone che hanno una qualche copertura”. Per Figliuolo, “da qui a dicembre e per il nuovo anno, siamo in grado sia di effettuare le donazioni annunciate che avere una quantità più che sufficiente per far fronte agli impegni nazionali. Anche nel caso teorico che tutti dovessero completare il ciclo e fare la terza dose, siamo in grado di assicurare a tutti i cittadini nei
tempi previsti le dosi da somministrare”. 

“L’Aifa si è già attivata per acquisire una quantità adeguata del farmaco antivirale orale per il Covid-19 molnupiravir, autorizzato in Gran Bretagna – ha fatto sapere Locatelli – ciò al fine che anche l’Italia possa avere a disposizione anche questa arma”.

Intanto non si possono fare previsioni sulla fine dello stato di emergenza. “Il Governo deciderà nelle giornate immediatamente precedenti alla scadenza – ha risposto Speranza ai giornalisti in conferenza stampa – ciò che è sotto gli occhi di tutti è che i dati ci indicano una crescita della curva epidemica ma il governo valuterà poco prima della scadenza dello stato di emergenza”. Poche speranze anche di cambiare le regole per la certifcazione verde, che tanto destano proteste e manifestazioni nelle città. “Il green pass è uno strumento decisivo per il controllo epidemico perché rende più sicuri i luoghi in cui è utilizzato ed ha avuto un effetto incentivante per la campagna di vaccinazione – chiarisce il ministro della Salute – quindi l’intenzione del Governo è continuare ad utilizzare questo strumento decisivo e non sono all’ordine del giorno delle modifiche rispetto alla modalità di utilizzo del Green pass”. A tal proposito, e sulla durata della validità della certificazione, “è chiaro che la terza dose produce un prolungamento del green pass, quindi è dalla terza dose che valgono i 12 mesi”. “Ad oggi sono stati scaricati 117 milioni di green pass sommando test, vaccini e guarigione”, ha detto Speranza. “Il green pass – ha aggiunto – è uno strumento che ormai gli italiani usano e apprezzano perché è uno strumento di libertà”.

 Stefania Losito

 
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