
Con una lavagnetta, davanti alla Casa Bianca, in giardino, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dichiara la guerra commerciale globale: dazi reciproci del 10% a tutti, che aumentano poi a seconda dei paesi. Al 20% quelli per l’Ue. Già scattati quelli al 25% sulle auto importate. Dura la reazione della presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, che parla di “colpo all’economia globale” che avrà “conseguenze terribili su milioni di persone”, aggiungendo che l’Ue reagirà ma resta pronta a negoziare. “Milioni di cittadini dovranno fare i conti con un aumento dei costi: i farmaci costeranno di più, così come i trasporti. L’inflazione salirà. E questo danneggerà soprattutto i cittadini più vulnerabili”, ha aggiunto Von der Leyen.
E l’Italia come ha reagito? “L’introduzione da parte degli Usa di dazi verso l’Unione europea è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti — ha scritto la premier Giorgia Meloni sui social — faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali. In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei”.
Intanto, sono ufficialmente entrate in vigore oggi le tariffe degli Stati Uniti sulle automobili importate, alimentando le tensioni commerciali con i partner chiave in mezzo ai crescenti timori di aumenti dei prezzi al consumo. I dazi del 25% sono scattati alle 00:01 americane (le 6:01 in Italia) sulle auto e sui camion leggeri di fabbricazione estera, con i pezzi di ricambio per automobili che saranno colpiti entro il 3 maggio, secondo un avviso del Federal Register.
Forti critiche anche dalla Cina: i dazi americani sui beni cinesi saliranno complessivamente al 54%, calcolando le tariffe già in vigore e quelle reciproche del 34%. Dazi anche su territori remoti come Tokelau (1.500 abitanti) nel Pacifico meridionale e Svalbard (2.500 abitanti) nel Circolo polare artico, rispettivamente territori della Nuova Zelanda e della Norvegia.
Crollano i mercati: il dollaro è in caduta libera. Il biglietto vede scende dello 0,5% sull’euro e passa di mano a 1,0910. In flessione dell’1,2% sullo yen a 147,55. Anche la sterlina sale a 1,3061, in aumento dello 0,4 per cento. Nuovo record dell’oro.
Nella lista di Paesi colpiti dalle nuove sanzioni manca la Russia, oltre a Cuba, Bielorussia e Corea del Nord. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha spiegato ad Axios che è stata esclusa perché i dazi “precludono già qualsiasi scambio commerciale significativo”. Il valore del commercio tra Stati Uniti e Russia è crollato da 35 miliardi di dollari nel 2021 a 3,5 miliardi di dollari l’anno scorso a causa delle sanzioni imposte per l’invasione dell’Ucraina. Tuttavia è curioso come con Mosca ci siano più scambi, tuttora, che con Mauritius o Brunei che sono nella lista dei dazi di Trump.
Stefania Losito