Il tragico caso del bimbo di due anni deceduto lo scorso 21 febbraio all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato non ha scoraggiato le donazioni di organi come si pensava: sono invece aumentate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: dal primo gennaio all’8 marzo sono state 340 rispetto alle 316 dello stesso arco temporale del 2025.
Nel periodo gennaio-marzo 2026 le donazioni d’organi sono infatti aumentate rispetto allo stesso periodo del 2025: “Gli ultimi dati aggiornati mostrano che dall’1 gennaio all’8 marzo abbiamo avuto 340 donazioni, mentre nello stesso periodo del 2025 erano state 316. Il tasso di opposizione nelle rianimazioni attualmente scende dal 27,7% al 26,9%. Ed anche i trapianti, sempre nel periodo 1 gennaio-8 marzo, sono saliti dai 764 del 2025 gli 837 di oggi”, spiega il direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt) Giuseppe Feltrin. “Certamente – sottolinea – la tragedia di Domenico ha segnato l’opinione pubblica ed è una ferita profonda anche per la rete trapianti, ma al momento l’attività sta proseguendo senza variazioni negative”.
Timori erano stati espressi anche dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che aveva invitato a “fare chiarezza e togliere ogni dubbio”, perché “la sanità pubblica italiana è un’eccellenza e dobbiamo far sì che i cittadini continuino ad avere fiducia e chi compie un atto così nobile come quello di donare un organo, deve sapere che quell’organo verrà usato nel miglior modo possibile per salvare vite”.
Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo domenico, è contenta: “E’ una notizia che mi riempie di gioia. Ho sempre creduto nella donazione di organi, fino all’ultimo istante di vita di mio figlio ho chiesto e sperato che arrivasse un cuore nuovo. C’era il rischio che la tragedia di Domenico avesse un effetto negativo sulle donazioni, lo abbiamo temuto e invece non è stato così. E’ importante continuare ad avere fiducia nella buona sanità, nell’impegno quotidiano dei medici”, chiarisce la donna. E la Fondazione intitolata a Domenico, che sarà presentata il 18 marzo, aggiunge, “intende anche promuovere la cultura del dono, della solidarietà, dell’attenzione a chi soffre. So cosa significhi attendere per anni la telefonata che può riaprire la speranza di vita per una persona cara, spero che questo trend di donazioni si rafforzi ulteriormente, anche per onorare la memoria del mio piccolo guerriero Domenico”.
Per Maria Antonietta Gulino, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Cnop), “è un segnale importante di resilienza sociale: evidentemente l’idea di solidarietà e di benessere comune non si lascia fermare da quanto purtroppo accade, a volte in maniera tragica, come nel caso del piccolo Domenico”. “Salvare altri bambini e altri pazienti in attesa di un organo per la loro sopravvivenza non solo resta prioritario, ma non si arresta. Indirettamente – conclude la presidente degli psicologi – è anche un modo per ricordare Domenico e la difficile perdita della sua famiglia, che non può fermare la vita di altri bambini o di persone bisognose di cure”.
Stefania Losito