Un milione di italiani si metterà in viaggio per l’Epifania, andandosi ad aggiungere agli altri 5,5 milioni di viaggiatori già in vacanza dalle precedenti festività, per un totale di 6,5 milioni. Si resterà in Italia per il 94,9% dei casi, mentre solo un 5,1% opterà per una vacanza all’estero. Viaggi brevi e non troppo distanti da casa, mentre all’estero, durante le festività natalizie 2025-26, le vendite per la destinazione Italia aumentano nel 46,8% dei casi, fino al 50% nei Paesi Ue. Sono i risultati dell’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi e il monitoraggio Enit, il turismo in Italia durante le feste.
Per quanto riguarda i turisti esteri, crescono per il 43,8% trainati da Stati Uniti, Canada, Messico e mercati asiatici. “I primi dati del 2026 ci fanno iniziare l’anno con un sorriso e ci restituiscono l’immagine di un’Italia che continua ad attrarre l’attenzione del mondo”, commenta la ministra del Turismo, Daniela Santanchè. La Befana “chiude il ciclo delle
festività natalizie con una certa incisività non deludendo le aspettative di una performance di fine d’anno abbastanza
soddisfacente”, dice Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi.
In generale, oltre la metà degli italiani in viaggio prediligeranno una regione diversa da quella di residenza ma vicina, oppure rimarranno nel proprio territorio (32,3%). Chi parte si ritaglierà 3,4 notti per il proprio soggiorno fuori casa con una spesa pro capite complessiva (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti) di 382 euro (373 euro per coloro che resteranno in Italia, e 561 euro per coloro che si recheranno all’estero).
L’alloggio preferito sarà l’albergo o il villaggio turistico nel 34,1% dei casi, seguito dalla stanza in un b&b con il 31,6% e
dal rifugio alpino (13,4%). Sette italiani su dieci si sposteranno con la propria auto. Il giro di affari specifico si attesterà sui 400 milioni di euro.
Nel periodo compreso tra il 30 dicembre 2025 e il 7 gennaio 2026 il tasso medio di saturazione delle strutture ricettive
italiane si attesta al 47,8%, con un incremento di 2,6% rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente. In particolare, la Valle d’Aosta registra un tasso di saturazione pari al 66,72%, collocandosi come prima realtà per livello di occupazione nel periodo analizzato. Seguono la Provincia Autonoma di Trento, con un valore medio 66,04% e la Provincia Autonoma di Bolzano con il 64,35% Al di fuori del contesto alpino, l’Umbria registra un livello di saturazione del 56,03%, mentre l’Abruzzo si attesta al 51,5%.
I turisti stranieri che si affidano ai ‘pacchetti’, scelgono soprattutto quelli artistico-culturali con Roma, Firenze e Venezia; poi quelli montagna e ski con Dolomiti, Valle d’Aosta e Trentino che restano tra le scelte principali, soprattutto per Austria, Germania e mercati asiatici; l’enogastronomia è molto richiesta oltreoceano (11,6%); poi ci sono il turismo religioso e pellegrinaggi, forti sia nei mercati europei (8%) che oltreoceano (7%), trainati dal Giubileo 2025, da Roma e Assisi.
I percorsi in borghi e centri minori (7,5%), sono molto richiesti da Canada, Usa e Australia; il Sud Italia rappresenta un prodotto forte per entrambe le macroaree: segnalato dal 12% dei Tour Operator europei e dall’11,6% di quelli oltreoceano. Tra le mete: Napoli, Costiera Amalfitana, Sicilia, Puglia e Matera, che attraggono turisti durante il periodo natalizio, anche grazie alle tradizioni, al clima mite e all’offerta culturale e culinaria.
Sia per i mercati Ue che per quelli extra Ue, il nostro Paese in questa fascia dell’anno è stabilmente nella top 3 delle destinazioni prescelte, prima per Australia, Usa, Messico e Canada.
Stefania Losito