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Guerra Ucraina, dodicesimo giorno. Terzo round di colloqui Mosca-Kiev. Cremlino pubblica lista Paesi ostili: c’è anche l’Italia. Orban: niente armi da Ungheria

Oggi il terzo round di colloqui tra Mosca e Kiev, ma intanto, secondo l’esercito ucraino, la Russia ha iniziato ad ammassare le proprie risorse per prendere d’assalto Kiev”. Mosca annuncia il cessate il fuoco per aprire corridoi umanitari a Kiev, Mariupol, Kharkiv e Sumy. “Catastrofica”, secondo il consigliere della presidenza ucraina, Oleksiy Arestovich, la situazione alla periferia di Kiev e a Nikolaev.

A proseguire strenuamente nel tentativo di lasciare aperto un canale di dialogo, il premier israeliano Naftali Bennet, a cui ieri si è aggiunto il presidente turco Erdogan. Ma le posizioni restano lontane: Mosca “non cede su niente”, registra l’Eliseo, mentre il capo negoziatore ucraino pur dicendosi pronto a discutere “alcuni modelli non Nato”, riafferma: “Non cederemo su Crimea e Donbass”. Il Papa: La Santa Sede è disposta a fare di tutto per mettersi al servizio della pace.

Sul fronte dei mercati, Borse asiatiche a picco, petrolio e oro vicine al record assoluto. L’Ucraina, intanto, sospende le esportazioni di alcuni prodotti a causa del crescente rischio di carenza di cibo. Lasciano la Russia, che rischia il default per le sanzioni, anche Netflix e TikTok.

Nella notte il nuovo videomessaggio del presidente ucraino Zelensky, nella Domenica del Perdono, che segna l’inizio della Quaresima ortodossa. “Non perdoneremo. Non dimenticheremo. Puniremo tutti coloro che hanno commesso atrocità in questa guerra sulla nostra terra. Troveremo ogni bastardo che ha sparato alle nostre città, alla nostra gente, che ha bombardato la nostra terra, che ha lanciato razzi – ha urlato – Non ci sarà posto tranquillo su questa terra per voi. Eccetto la tomba”.

Ore 14.10: Il presidente Usa Joe Biden discuterà nelle prossime ore gli ultimi sviluppi in una videoconferenza dalla Situation Room con il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il primo ministro britannico Boris Johnson. Lo riferisce la Casa Bianca in una nota. 

Ore 14.02: Il presidente russo, Vladimir Putin, ha chiesto all’Ue di fare pressioni su Kiev per farle “rispettare il diritto umanitario”. Lo riferisce il Cremlino, scrive l’Interfax. Durante una telefonata con il presidente del Consiglio
europeo, Charles Michel, Putin ha detto che sta valutando l’andamento dei colloqui con le autorità di Kiev.

Ore 13.30: Niente trasferimento delle armi in Ucraina dall’Ungheria. Lo rende noto il premier, Viktor Orban, in un video pubblicato su Twitter al termine della riunione odierna del Consiglio per la sicurezza nazionale. Orban ha anche annunciato un incontro dei premier dei Paesi del gruppo Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia) domani a Londra.

Ore 13: Più di 200 strutture sanitarie dell’Ucraina si sono trovate lungo le linee di fuoco o in aree di controllo modificate dal conflitto. Intanto l’Onu lancia l’allarme: è salito ad oltre 1,7 milioni il numero di persone fuggite dal Paese. Di questi, sono in Polonia 1.067.000, arrivate dal 24 febbraio. Solo domenica si è registrato un record di arrivi: 142.300 profughi. L’Alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell dice che se si continuerà con i bombardamenti “si arriverà a 5 milioni di rifugiati”. Finora, spiega, “sono arrivati nell’Ue 1,5 milioni di ucraini” in fuga.

Ore 12.45: – Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, incontrerà per consultazioni il collega ucraino, Dmytro Kuleba, il 10 marzo, in Turchia, ad Antalya. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, secondo quanto riporta l’agenzia Anadolu.

Ore 12.10:  Il governo russo ha approvato oggi una lista di “Paesi ostili”, per aver applicato o per essersi uniti a sanzioni contro Mosca nella quale compare anche l’Italia in quanto Paese europeo. Lo riferisce la Tass. La lista comprende, tra gli altri, anche gli Usa, i Paesi Ue, la Gran Bretagna, il Giappone, la Corea del Sud, l’Australia, la Nuova Zelanda, la Svizzera oltre che la stessa Ucraina. Secondo il decreto, lo Stato, le imprese e i cittadini russi che abbiano debiti nei confronti di creditori stranieri appartenenti a questa lista potranno pagarli in rubli. 

Ore 10.50: Il ministero della Difesa russo ha dichiarato il cessate il fuoco per l’avvio di sei corridoi umanitari in Ucraina. Lo riferisce l’Interfax. “Un cessate il fuoco è stato dichiarato dalle 10 di stamane, ora di Mosca, e sono stati aperti sei corridoi umanitari, di cui uno da Kiev a Gomel (Bielorussia), due da Mariupol a Zaporizhzhya (sud-est Ucraina) e Rostov sul Don (Russia meridionale), uno da Kharkiv a Belgorod (Russia occidentale) e due da Sumy a Belgorod e Poltava
(Ucraina centrale)”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov.

Ore 10.45: La delegazione russa è partita alla volta della Bielorussia per il terzo round dei colloqui con la controparte ucraina. Lo riporta Interfax. L’incontro è previsto per le 15 ora di Mosca (le 12 in Italia) nella foresta di Belovezhskaya Pushcha, nella regione di Brest in Bielorussia dove si sono svolti anche i primi due negoziati. “I colloqui sono previsti per le 15 ma l’orario potrebbe essere modificato in relazione a possibili problemi logistici della controparte ucraina”, ha affermato un analista bielorusso vicino al dossier. 

Ore 10.40: La Russia non si è presentata all”udienza sulla guerra in Ucraina all’Aja presso il tribunale superiore delle Nazioni Unite. “La corte si rammarica della mancata apparizione della Federazione Russa in questo procedimento orale”, ha detto il presidente della Corte Internazionale di Giustizia, Joan Donoghue.

Ore 10.20: Almeno 9 persone sono rimaste uccise nel raid russo di ieri che ha distrutto l’aeroporto ucraino di Vinnytsia, a 200 chilometri da Kiev. Lo riferiscono i soccorritori ucraini. “Stamane, dalle macerie dell’edificio sono state estratte 15 persone: 9 erano morte. Si tratta di cinque civili e quattro soldati”, hanno indicato su Telegram, specificando che “le ricerche continuano” per trovare altre possibili vittime. 

Ore 10: L’Ucraina fa sapere che la proposta della Russia sui corridoi umanitari che portano i rifugiati in Bielorussia o in Russia è “completamente immorale” e la rifiuta. Lo ha affermato un portavoce del presidente Zelensky, secondo quanto riporta la Bbc. “Questa è una storia completamente immorale. La sofferenza delle persone viene utilizzata per creare l’immagine televisiva desiderata”, ha aggiunto.

Ore 9: Presenza di mine sui percorsi per l’evacuazione dei civili ucraini. Lo denuncia un operatore del Comitato internazionale della Croce Rossa (Icrc) alla Bbc.

Ore 8.30: Sono oltre 20mila i profughi arrivati in Turchia da quando la Russia ha invaso l’Ucraina. Lo ha fatto sapere il ministro dell’Interno Suleyman Soylu, come riporta il quotidiano Sabah, promettendo che Ankara continuerà ad accogliere chi fugge dalla guerra. La Turchia si è impegnata nell’assistenza umanitaria mandando 8 camion con pasti, tende, letti e prodotti per l’igiene in Ucraina e in Moldavia dove molti ucraini si sono rifugiati. Secondo il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, ieri, oltre 200 persone sono rientrate portando a 11.800 il numero totale dei turchi evacuati dall’Ucraina.

Ore 8.15: Le forze russe hanno ucciso a colpi di arma da fuoco il sindaco di Gostomel, vicino Kiev, Yuriy Prilipko. L’uomo è morto mentre distribuiva cibo e medicine, lo riporta la testata Rbc-Ukraina, rilanciando il post pubblicato su Facebook dal consiglio comunale. “Yuri Ilyich Prilipko, è morto distribuendo pane agli affamati e medicine ai malati, confortando gli bruciati e confortando i disperati. Per questo, insieme ai suoi due è stato ucciso dagli occupanti”, si legge nel messaggio, “è morto per la comunità, è morto da eroe”.

Ore 8: Il presidente cinese Xi Jinping ha sollecitato i funzionari del settore agricolo a garantire gli approvvigionamenti dei prodotti agricoli, in particolare del grano, di cui Russia e Ucraina sono tra i maggiori produttori.

Stefania Losito

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