La navetta Orion si sta avvicinando alla Terra, nel viaggio di ritorno della missione Artemis II che la porterà ad ammarare nell’oceano Pacifico alle 2,07 italiane dell’11 aprile. Sono le ultime battute di una missione storica, che a 56 anni dal volo dell’Apollo 8 ha portato nuovamente un equipaggio nell’orbita della Luna e alla distanza maggiore dalla Terra mai raggiunta da esseri umani, a fare osservazioni senza precedenti del lato nascosto della Luna e a vedere una spettacolare eclissi totale di Sole. Gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno percorso complessivamente oltre un milione di chilometri sulla loro navetta Orion, che hanno voluto chiamare Integrity, e ora si preparano ad affrontare le ultime fasi della missione, tutt’altro che semplici. “Artemis II fa rotta verso casa dopo un viaggio storico intorno alla Luna. Torneremo”, ha scritto la Casa Bianca su X. Alle 17,35 italiane gli astronauti si sono svegliati sulle note di “Run to the Water” di Live per affrontare la decima e ultima giornata della missione. Dopo aver sistemato la navetta in modo che nessun oggetto possa fluttuare liberamente, avranno il tempo di pranzare e di prepararsi alla prima delle fasi cruciali del rientro a Terra prevista alle 20,53, quando la navetta dovrà accendere i motori per portarsi nella traiettoria corretta verso la Terra. Dopo indosseranno le tute pressurizzate arancioni e blu che li hanno protetti anche nel viaggio di andata. Alle 1,33 italiane la capsula Orion che ospita gli astronauti si separerà dal Modulo di Servizio Europeo, che si disintegrerà sull’oceano Pacifico, e alle 1,37 accenderà i suoi motori per entrare nell’atmosfera terrestre: sarà la fase più delicata del rientro. Sfrecciando alla velocità di 36mila chilometri orari, Orion attraverserà il plasma, ossia il gas che si forma quando l’aria viene compressa a velocità elevatissime e che avvolge il veicolo raggiungendo temperature intorno a 2.700 gradi. In quel momento la capsula si troverà alla quota di 120 chilometri e le comunicazioni fra gli astronauti e il centro di controllo saranno impossibili per sei minuti, dalle 1,53 alle 1,59.
In quest’ultima grande sfida, gli occhi saranno puntati sullo scudo termico della capsula, modificato dopo i danni importanti rilevati nel 2022 nella missione senza equipaggio Artemis I. Alle 2,03 i due grandi paracadute si apriranno per rallentare la discesa e un minuto più tardi si aprirà anche il paracadute principale, che frenerà ulteriormente la discesa in vista dell’ammaraggio, previsto alle 2,07 al largo di San Diego.
Michela Lopez
Foto: Pagina Instagram ufficiale Nasa