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La strage familiare nel Milanese, il 17enne confessa: “Avevo un malessere”. La compassione dei nonni, la pm: “Era lucido”

A Dugnano Paderno, nel Milanese, c’è ancora sgomento per la strage familiare compiuta da un ragazzo di 17 anni che ha sterminato la famiglia. Il giovane, che davanti al pubblico ministero sarebbe apparso “lucido e tranquillo”, ha confessato ma non ha fornito un movente chiaro: “Anche lui non si dà una spiegazione, ma sa che non si torna indietro. Ha parlato di un suo malessere, non collegato alla famiglia”, spiega il pm del tribunale dei minorenni. I
nonni hanno manifestato “molta pena e compassione” per lui, attorno a cui fanno quadrato.

Nel quartiere tutti conoscevano Fabio, Daniela e Lorenzo, mamma e papà di 51 e 49 anni, e il figlio minore di 12. Un ragazzo “a modo”, bravo a scuola, sportivo e con la passione per la barca a vela, raccontano del 17enne i conoscenti. Nella scuola del fratellino, frequentata fino a 5 anni fa anche dal presunto killer, la preside e vicesindaca ha spiegato che intraprenderà con gli studenti dei micropercorsi di riflessione per metabolizzare l’accaduto e da re ascolto ai giovanissimi.

Nella confessione, il 17enne parla del suo “malessere” e del suo senso di “estraneità al mondo”, spiegando ai pm che avrebbe voluto andare a combattere in Ucraina. Lui stesso ha spiegato che questa sua idea non ha avuto nulla a
che fare con la strage. Ha raccontato ai magistrati di sentirsi oppresso e che in qualche modo pensava che “liberandosi” della famiglia si sarebbe “liberato anche di quel peso”, nonostante, come ammette lui stesso, la sua famiglia non c’entrasse nulla con il suo stato mentale.

Ha raccontato, nei dettagli e con l’assistenza dell’avvocato Giorgio Conti, di essere rimasto sveglio dopo la festa, di aver aspettato che tutti in casa dormissero, di aver preso un “grosso coltello da cucina” e di aver aggredito prima il fratello Lorenzo “mentre dormiva”. Il 12enne è riuscito gridando a “svegliare” i genitori, che sono accorsi nella camera dei due figli. Così il 17enne ha accoltellato per prima la madre e poi, quando lei “si è accasciata”, ha colpito il padre, “di spalle, mentre prestava soccorso al figlio minore”. Decine le coltellate
Triplice omicidio pluriaggravato anche dalla premeditazione è l’accusa che sarà formalizzata anche nella richiesta di custodia cautelare. E per lui sarà nominato un tutore legale. Nelle prossime ore l’udienza di convalida del fermo.

Stefania Losito

 
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