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Meloni alla conferenza stampa di fine anno: “Premierato entro le prossime elezioni”. Rizzi a capo del Dis. Su Musk: “Nessun accordo”

Giacca panna, camicia bianca, sguardo dritto. Esordisce così nella conferenza di fine anno rinviata a oggi la premier Giorgia Meloni, davanti a 160 testate giornalistiche e pronta a rispondere a 40 domande sorteggiate. “Non ritengo di dovermi difendere dalla previsione di rappresentare un limite o un problema per la libertà di stampa o per la democrazia – ha chiarito subito – Vietare il ‘copia e incolla’ delle ordinanze non è una limitazione alla libertà di stampa”. E soprattutto “Sento dire che io non risponderei spesso alle domande dei giornalisti. Ho fatto fare un calcolo: ho risposto nel 2024 a 350 domande, più di una al giorno”, replica alle dichiarazioni dei giorni scorsi di Renzi che la accusava di non essere disponibile con i giornalisti. “Mi capita sempre più spesso di trovare virgolettati sui giornali, dichiarazioni che non solo non ho mai detto e pensato ma spesso vengono riportati fatti non avvenuti. Mi piacerebbe che da qui provassimo a ripartire con un piede diverso: io assicuro rispetto, ancora di più rispetto per il vostro lavoro e mi permetto di chiederlo a voi”. “Sono abbastanza colpita da come alcune notizie false rimbalzino e continuino ad essere discusse anche dopo essere state smentite, come il contratto smentito con SpaceX”, “usare il pubblico per fare favore agli amici non è mio costume”, “io valuto l’interesse nazionale. E non ho mai parlato personalmente con Musk di queste vicende”, ha precisato Meloni. “L’Italia e l’Europa non sono arrivate in tempo a immaginare tecnologie pubbliche che fossero in grado mettere in sicurezza queste comunicazioni. Oggi ci si sta lavorando, domani magari ci saranno soggetti pubblici in grado garantirle. L’alternativa – ha continuato – non è un soggetto pubblico, ma è non avere la protezione di questi dati. Questo in un dibattito serio sarebbe il tema, ossia quale è lo scenario preferibile. Io sono laica su questo dibattito, però devo porre la questione, perché se domani quelle comunicazioni finiscono nelle mani sbagliate, il governo è responsabile: non posso fare finta che il problema non esiste”.

In conferenza stampa la premier annuncia anche che a capo del Dis andrà il prefetto Vittorio Rizzi, “funzionario di Stato di prim’ordine”. Rizzi era stato nominato da settembre delle scorso anno vice direttore dell’Agenzia informazioni sicurezza interna . L’ambasciatrice Elisabetta Belloni, capo dei Servizi segreti uscente, le aveva consegnato la lettera di dimissioni prima di Natale e che per lei c’è massima stima e rispetto.

A proposito degli obiettivi di fine mandato, la presidente del Consiglio risponde: “Io vorrei arrivare alle prossime elezioni con la riforma del premierato approvato ed una legge elettorale tarata su questo – chiarisce Meloni – Penso che la questione sia materia di competenza parlamentare, ma se il premierato non dovesse arrivare in tempo ci si interrogherà se questa legge elettorale sia la migliore o no.

La premier ha parlato anche dei centri migranti in Albania. “A me pare che le sentenze della Cassazione diano ragione al governo, in quanto dicono che che spetta al governo stabilire i Paesi sicuri”, ha detto Meloni. Poi, “lo scorso anno gli sbarchi sono diminuiti del 60%, negli ultimi anni giorni sono quasi azzerati, ma i centri per quanto ci riguarda sono pronti ad essere operativi”. Parlando della sentenza della Cassazione, Meloni ha spiegato: “Conseguentemente il giudice non può sistematicamente disapplicare il trattenimento dei migranti che arrivano da quei paesi, ma può motivare il caso specifico. Che è una cosa completamente diversa da quello che hanno fatto i magistrati del tribunale di Roma che non entrano nel merito del singolo caso”.

“Sui referendum per le riforme costituzionali considero un errore non stare nel merito della questione, noi ci abbiamo messo la faccia e le consegniamo ai cittadini, io cercherò di spiegare perché riteniamo che siano riforme positive”, ha detto ancora Giorgia Meloni rispondendo alle domande dei giornalisti sui referendum sulle riforme e della campagna referendaria. “Il Consiglio dei ministri di oggi decidera’ se, attraverso l’Avvocatura dello Stato, il governo sosterra’ l’ammissibilita’ o la non ammissibilita’ del referendum sull’autonomia o se decidera’ di non intervenire davanti alla Corte costituzionale”, ha detto la premier. “E’ oggetto del Consiglio dei ministri di oggi questa decisione, voglio sentire
il parere dei ministri”, ha aggiunto. 

 Se il 20 gennaio andrà all’insediamento di Trump? “Mi fa piacere esserci, sto valutando la compatibilità di agenda. Se riesco partecipo volentieri”.


Stefania Losito

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