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Michele Bravi: “Siamo tutti Anime di Carta”

Michele Bravi ci ha presentato il suo album “Anime di carta” arrivato dopo tre anni di lavoro e una lunga pausa di crescita.
E’ lui stesso a raccontare come è arrivato al disco: “Ho fatto un percorso particolare, pur venendo da un talent che ho vinto a 8 anni e certo dopo la vittoria non mi aspettavo rifiuti anche importanti. Per cui mi sono tuffato in un percorso di ricerca, scrittura e preparazione per raccontarmi e per far bene quella che vorrei diventasse la mia professione. Ho fatto anche una parte del percorso sul web raccontandomi a un pubblico diverso e vasto per poi tornare ad apparire sui vecchi media con Sanremo. Diciamo che io sono molto orgoglioso, forse anche con presunzione, del mio percorso diverso, ho una sorta di gelosia possessiva della mia storia e mi definisco il cigno nero del talent!“.

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A soli 22 anni, Michele ha un grande senso di responsabilità nei confronti di chi questo lavoro lo fa da una vita e nei confronti della musica: “Io non voglio mancare di rispetto a chi questo lavoro lo fa da sempre e da tanto, e ho sempre pensato che uno a 18anni debba fare la gavetta, perché vinci un talent a 18 anni ma quella è l’età che coincide con il periodo di vita umana in cui decidi che fare. Io non sapevo chi ero e poi ho avuto bisogno di fare le mie esperienze, da persona che si affaccia alla vita vera e capire il mio vocabolario musicale. Mi sono raccontato sul web e piano piano sono andato avanti e mi sono cimentato in scelte sbagliate. Questo mi serve per sottolineare che i giovani hanno bisogno di sbagliare. Le cadute, sembra retorica, ma sono il vero insegnamento. Quella è la mia medaglia personale: la direzione da seguire la impari sbagliando“.
Michele è stato prima interprete e poi cantautore e la sua storia viene bene raccontata in “Anime di carta”: “In questo disco volevo raccontare una storia. Io ho fatto un percorso strano, prima sono stato interprete con Tiziano Ferro, poi sono uscito con un disco in inglese che mi serviva per capire il mio gusto musicale, dovevo trovare il mio modo per amare la musica e quel disco mi era servito per capire il mio tappeto musicale. Poi sono andato avanti togliendo i filtri tra me e la dimensione musica e sono tornato all’italiano. “Anime di carta” sta a significare che quando due persone riescono a vivere la vita insieme non possono non essere anime di carta, perché prendi la forma dell’altra persona, ti trasformi, di stropicci, diventi un origami: affrontare la vita a due è anche questo“.

Michele torna per un attimo a Sanremo dove ha portato “Il diario degli errori” che lui descrive così: “E’ una preghiera che reciti consapevole del fatto che puoi farti male e che a un certo punto ha una specie di singhiozzo che vuol dire commozione e che è stato oggetto di discussioni infinite con la casa discografica, ma che serviva per sottolineare la mia commozione. Se quella parola la dicessi fluido, sarebbe come non aver vissuto e non aver scritto quella pagina di diario. Ma quel singhiozzo serve a capire che ti stai prendendo il rischio che la cosa non vada bene. Io diciamo che vivo in maniera paranoica questo fatto”, dice ridendo, “perché dietro una canzone ci sono anni di vita e se c’è bisogno di una pausa che racchiude mesi di sofferenza io ho bisogno di metterla e la metto”.
Sul palco del festival Michele è stato presentato da Francesco Totti e lui ricorda quella serata così: “Essere presentato a Sanremo da Totti, Conti e la De Filippi…e quando mi ricapita! Poi c’è una particolarità: il mio manager è fan di Totti e ha passato i giorni prima del festival a dirmi”ma ti rendi conto che siamo nello stesso posto dell’uomo più importante del mondo!?” e poi mi ha presentato lui con il “diario degli erori”….”dice scherzando e imitando il pupone.
Prima di andare via, Michele legge tutti i commenti e i messaggi inviati a Radionorba e ricorda le due date in cui sarà dal vivo non con una band tradizionale ma con musicisti che ha voluto che lo accompagnassero per rispecchiare il più possibile le sonorità del disco: “Un lavoro durato tre anni aveva anche bisogno di una buona rappresentazione live!” ride. Michele Bravi sarà a Milano il 20 maggio e il 21 a Firenze.

Angela Tangorra

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