Nel 2024 le pensioni di invalidità erogate dall’Inps in Italia sono aumentate del 7% circa. Il centro studi della Cgia di Mestre, l’associazione artigiani e piccole imprese, si chiede se la cessazione del reddito di cittadinanza e il contestuale incremento delle pensioni di invalidità civile siano correlate. Ufficialmente, le due misure rispondono a finalità distinte: il reddito di cittadinanza era stato concepito come strumento di contrasto alla povertà, mentre le pensioni di invalidità tutelano le persone con limitazioni fisiche o psichiche riconosciute. Detto ciò, l’abolizione del reddito di cittadinanza ha comunque lasciato vulnerabile una fascia della popolazione caratterizzata da difficoltà occupazionali strutturali. In tale contesto, l’aumento delle pensioni di invalidità civile potrebbe aver rappresentato per molte famiglie l’unica forma concreta di sostegno economico disponibile. Purtuttavia sorge il dubbio che vi siano situazioni poco chiare: nel periodo tra il 1° gennaio 2020 fino ad agosto 2021 la Guardia di Finanza ha asserito che le frodi accertate nel comparto previdenziale (assegni sociali, pensioni di invalidità civile, etc.) sono state di quasi 48 milioni di euro.
A proposito di invalidità civile, il Mezzogiorno eroga 500mila pensioni di invalidità civili in più del Nord, con un aumento tra il 2020 e il 2024 dell’8.4%, con la puglia che registra il trend di crescita maggiore, a seguire Basilicata e Calabria. Invalidità al top in Calabria, Puglia e Umbria. Tra le province Reggio Calabria, Lecce e Crotone. Se facciamo un focus solo sulle pensioni erogate agli invalidi civili, nel 2024 la spesa complessiva è stata di 21 miliardi di euro: quasi la metà viene erogata nel Mezzogiorno.
Stefania Losito