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Russia-Ucraina, Putin accetta di incontrare Trump ma”l’Italia non parteciperà al processo di pace: è anti-russa”

L’Italia non può essere “un partecipante al processo di pace” per l’Ucraina, perché le relazioni con la Russia attraversano “la crisi più profonda dalla Seconda guerra mondiale, e di questo è indubbiamente responsabile il governo di Roma”. L’attacco è arrivato da Mosca proprio quando Putin ha ipotizzato un’apertura di negoziati con
Donald Trump, dicendosi pronto a incontrarlo per parlare di tutto.
Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, il 14 gennaio, durante una conferenza stampa, ha precisato che si esclude, per l’Italia, qualsiasi ruolo di mediatore, nonostante i rapporti con Trump. “Vista la posizione anti-russa assunta dall’Italia – afferma la diplomazia di Mosca – non la consideriamo come un possibile partecipante nel processo di pace. Per non parlare di quello di un qualche ‘difensore degli interessi della Russia nella Ue’, ciò che suona francamente ridicolo date le circostanze attuali”.

Mosca non ha bisogno di mediatori, dunque, e neppure della presenza dell’Unione europea. Putin ha detto di essere aperto ad un vertice in presenza. “Dovremmo incontrarci e avere una conversazione calma su tutti gli argomenti di interesse bilaterale”, ha suggerito il presidente in un’intervista.
Il capo del Cremlino si è spinto anche oltre, parlando di rapporti con il tycoon che sono sempre stati basati sul pragmatismo e la fiducia, e lodandone “l’intelligenza”. Non solo: Putin si è detto d’accordo con Trump sul fatto che se lui fosse stato alla Casa Bianca nel 2022 forse il conflitto in Ucraina non sarebbe scoppiato. Ma in quel momento non era Trump alla guida degli Usa perché, ha affermato il presidente russo, nelle elezioni del 2020 gli era stata “rubata la vittoria”.
Poco prima, in un’intervista alla Fox, Trump aveva espresso una critica a Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino “non è un angelo”, ha detto aggiungendo che “non avrebbe dovuto lasciare che questa guerra accadesse” e ricordando con insistenza i “miliardi di dollari” fin qui spesi dagli Usa per sostenere l’Ucraina. Però non è stato molto più tenero con la Russia, minacciando sanzioni contro Mosca per indurla a mettere fine al conflitto. E poi ha rilanciato la sua richiesta all’Opec di collaborare per far scendere il prezzo del petrolio con un aumento della produzione. Un calo delle quotazioni del greggio, secondo Trump, potrebbe “fermare la tragedia in Ucraina” perché ridurrebbe i proventi per la Russia, che è tra i principali esportatori. “No, il conflitto non dipende dai prezzi del petrolio”, ha risposto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Questo conflitto avviene a causa della minaccia alla sicurezza nazionale della Federazione Russa”, ha affermato il portavoce di Putin, e “a causa della riluttanza e del completo rifiuto da parte di americani ed europei di ascoltare le preoccupazioni russe”. E il vice ministro degli Esteri Alexander Grushko ha sottolineato che un “elemento chiave” per una pace negoziata è la rinuncia di Kiev a entrare nella Nato.
Putin, intanto, è tornato ad ipotizzare un’esclusione dai negoziati di Zelensky – giudicato “illegittimo” dopo la scadenza ufficiale del suo mandato nel maggio scorso – ce n’è abbastanza per fare suonare più di un campanello d’allarme a Kiev, che per ora se la prende solo con Putin. “Lui vuole negoziare il destino dell’Europa senza l’Europa. E vuole parlare dell’Ucraina senza l’Ucraina”, ha dichiarato su Telegram il capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak. “Questo – ha aggiunto Yermak – non accadrà. Putin deve tornare alla realtà o verrà riportato indietro. Non è così che vanno le cose nel mondo moderno”.

Stefania Losito

 
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