La vittoria contro Djokovic agli Australian Open l’ha consegnato alla storia
Carlos Alcaraz trionfa agli Australian Open battendo l’immortale Novak Djokovic e completando a 22 anni il Career Grand Slam: nessuno come lui, alla sua giovane età, lo aveva mai fatto prima. “Lascia un segno indelebile nella storia del tennis”, ha commentato Djokovic dopo la sconfitta. Alcaraz è però scaramantico e prudente, guai a chiamarlo leggenda, è ancora presto, aspettiamo fine carriera: “Una leggenda non si costruisce in uno o due anni. Vorrei che me
lo dicessero tra 5 o 10 anni che sono una leggenda”. Intanto sta già pensando al tatuaggio da fare nei prossimi giorni, certamente un canguro, l’animale simbolo dell’Australia. Bisogna solo decidere dove disegnarlo, “se farlo accanto a quello fatto per Wimbledon o per il Roland Garros”.
La finale dell’Australian Open è stata una crescita dello spagnolo verso la maturità: per 40 minuti ha subito la precisione dell’avversario serbo. Ha accettato il momento, finché la partita non ha cambiato volto, invertendo la rotta senza più mollare, e si è preso le due successive partite per 6-2 e 6-3. Il serbo ha reagito nel quarto set, ma sul 4-4 ha
mancato la palla del possibile break, cedendo poi il servizio, e il match, sul 6-5 per lo spagnolo.
“Ho perso contro il numero uno del mondo e contro un giocatore già leggendario”, ha ammesso il serbo. Djokovic, quasi 39enne, il più titolato tennista della storia, definisce “leggenda” Alcaraz.
Col successo in Australia, il numero uno al mondo sale a 13.650 punti nel ranking Atp, con un vantaggio di 3.350 sull’italiano Sinner, terzo è Djokovic a 5.280 punti.
Stefania Losito