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Ucraina, Zelensky rinuncia alla Nato, ma a Putin non basta. I colloqui vanno avanti. Due giornalisti uccisi e uno ferito gravemente a Kiev. Biden in Europa la prossima settimana

Ore 19.30 – Il presidente ucraino Zelensky si arrende all’idea di rinunciare all’ingresso nella Nato: “Non possiamo entrare, dobbiamo riconoscerlo”, ha detto in collegamento con la Joint Expeditionary Force di Londra. Ma al presidente russo Putin ancora non basta e gela il negoziato: “Kiev non è seria nel cercare una soluzione accettabile” ha detto. I colloqui, però, continueranno anche nelle prossime ore. La Nato ha convocato un vertice straordinario per il prossimo 24 marzo al quale parteciperà in presenza il presidente statunitense Biden, che prenderà parte anche al Consiglio Ue previsto negli stessi giorni.

Ore 19.00 – L’esercito italiano si adegua alla delicata situazione internazionale. Una circolare indirizzata ai comandi delle forze armate prevede che i reparti siano mantenuti in prontezza operativa, alimentati al 100% e che l’addestramento sia ‘orientato al warfighting’, il combattimento. Nel documento si chiede di valutare con attenzione i congedi anticipati e di provvedere i massimi livelli di efficienza di tutti i mezzi cingolati, gli elicotteri e l’artiglieria.

Ore 18.30 – Uccisi altri due giornalisti in Ucraina. Il cameraman della Fox News Pierre Zakrzewski e la giornalista ucraina Alexandra Kuvshinova sono morti ieri nello stesso incidente vicino Kiev che ha coinvolto il corrispondente Benjamin Hall, rimasto gravemente ferito. E’ ricoverato in ospedale e ha dovuto subire l’amputazione di parte della gamba. In Russia, intanto, la giornalista che era stata fermata per aver mostrato in diretta un cartello contro la guerra è stata condannata a pagare un multa ed è stata rilasciata.

Ore 18.00 – L’Ue ha adottato il quarto pacchetto di sanzioni contro la Russia: vietate tutte le transazioni con alcune imprese statali, previste restrizioni all’esportazione di beni e tecnologie per l’industria della difesa, per la sicurezza e per l’industria energetica. Stop all’export di beni di lusso. Il bando all’importazione di acciaio vale 3,3 miliardi di ricavi persi per la Russia. Come risposta Mosca ha introdotto sanzioni contro Canada e Stati Uniti: i presidenti Trudeau e Biden, insieme al Segretario di Stato statunitense Blinken, non potranno più entrare sul territorio russo.

ore 10.30 –  L’aeroporto di Dnipro ha subito una “distruzione massiccia” dopo due bombardamenti russi nella notte. Lo fa sapere Valentin Reznichenko, governatore della regione omonima: “Durante la notte, il nemico ha attaccato l’aeroporto di Dnipro. Due colpi. La pista di decollo e di atterraggio è stata distrutta. Il terminale è danneggiato. Distruzione massiccia”, ha scritto su Telegram.

ore 10.20 – l numero di Ucraini fuggiti sfiora la soglia dei 3 milioni. Secondo gli ultimi dati dell’Onu, dal 24 febbraio, data dell’aggressione russsa, un totale di 2.952.026 rifugiati hanno attraversato il confine ucraino per cercare rifugio all’estero. I dati, aggiornati al 14 marzo e riferiti su un’apposita pagina del sito dell’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), indicano che oltre la stragrande maggioranza delle persone in fuga è giunta in Polonia (quasi 1,8 milioni di profughi), seguita dalla Romania (olre 422.000) e dalla Moldavia (quasi 340.000).

ore 10.15 –  Sale a 19 il bilancio delle vittime del raid russo di ieri contro una torre della televisione a Rivne. Lo riporta il Kyiv Independent citando il governatore della provincia, Vitalii Koval. Si contano anche 9 feriti. Secondo il governatore potrebbero esserci più vittime. I soccorritori sono ancora al lavoro.

ore 10 – Kiev imporrà da questa sera un coprifuoco di 36 ore. Lo annuncia il sindaco.

ore 9.20 – Almeno 4 persone sono rimaste uccise durante i bombardamenti russi a Rubezhnoye, nel Lugansk, che hanno colpito e distrutto un collegio per non vedenti, un ospedale cittadino, tre scuole e altre strutture militari. Lo riferisce il Kiev Indipendent citando Serhiy Haidai, capo dell’amministrazione militare regionale del Lugansk su Telegram.

ore 9.15 – Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan avrebbe avuto un breve colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi. Si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

ore 8.45 – Un altro tentativo di consegnare rifornimenti ai civili rimasti a Mariupol sarà fatto oggi. Lo ha assicurato il vice primo ministro ucraino, Iryna Vereshchuk. Circa 350.000 persone sono ancora intrappolate nella città del
sud-est dell’Ucraina assediata dalle truppe russe. Lo riporta la Cnn.

ore 8.35 – Le forze armate russe hanno occupato l’intero territorio della regione di Kherson, a sud dell’Ucraina. Lo riferisce il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, citato dalle agenzie russe.

ore 8.10 – Il ministero degli Esteri cinese ha chiarito di non voler essere colpito dalle sanzioni alla Russia.

ore 8 – La Russia sta utilizzando gli ospedali nei territori occupati dell’Ucraina per curare i suoi feriti. Lo riferisce l’Agenzia ucraina Unian. Secondo lo stato maggiore delle forze armate ucraine, l’esercito russo sta continuando a lanciare missili su infrastrutture critiche.

ore 7.55 – Nelle esplosioni che hanno colpito Kiev in mattinata sono stati stata danneggiati anche la facciata e gli uffici di una stazione centrale della metropolitana, la Lukyanivska. Lo riporta la Bbc citando la società che gestisce il servizio, che su twitter pubblica le immagini della stazione danneggiata, che è stata chiusa.

ore 7.50 – Il ministero ucraino delle politiche sociali, a partire da ieri, ha evacuato più di duemila bambini vulnerabili da istituti di assistenza sociale e orfanotrofi. Lo riferisce il Kyiv Independent. Anche 60 famiglie affidatarie con 155 bambini sono state evacuate. Tuttavia, si stima che 859 bambini provenienti da situazioni simili devono ancora essere evacuati.

ore 7.45 – E’ stata ristabilita la corrente elettrica alla centrale nucleare di Chernobyl dopo che ieri l’impianto era tornato a dipendere dai generatori diesel perché le linee erano state nuovamente danneggiate. L’informazione è stata notificata all’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

ore 7.30 – Almeno due persone sono morte nell’attacco che ha abbattuto un edificio di 15 piani a Kiev. Lo riferisce il servizio di emergenza ucraino spiegando che l’esplosione ha colpito un edificio di 15 piani nel quartiere di Sviatochine, nella parte occidentale di Kiev, e ha causato un grande incendio. I soccorritori spiegano di essere riusciti a mettere in salvo 27 civili.

Stefania Losito

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