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Voto di scambio e mafia, terremoto giudiziario a Bari: oltre cento arresti. Amtab in amministrazione giudiziaria

Bufera a Bari per presunti scambi politico-mafiosi. Sono 130 gli indagati, di cui 110 arrestati, stamani nell’operazione della polizia, coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia, per scambio elettorale politico mafioso che ha coinvolto membri dei clan Parisi-Palermiti, Strisciuglio e Montani di Bari, che sarebbero stati contattati direttamente dall’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri (ora in carcere) per permettere l’elezione della moglie Maria Carmen Lorusso (ai
domiciliari insieme al padre Vito, oncologo in passato già sottoposto a misura per altre vicende) al Consiglio comunale di Bari nel 2019. I sospetti sono quelli di infiltrazioni della mafia nell’imprenditoria cittadina, in particolare nel settore del caffè e dell’automotive, nonché nell’azienda dei trasporti cittadina, l’Amtab, da oggi in amministrazione giudiziaria.

Per le estorsioni nei confronti dell’azienda municipalizzata di Bari di trasporto pubblico, sono indagati Massimo Parisi, Tommaso Lovreglio e Michele De Tullio, che – come si legge nell’ordinanza del gip Alfredo Ferraro – avrebbero imposto all’allora responsabile dell’area sosta dell’azienda (i fatti risalgono al 2018) “l’assunzione di persone vicine o comunque imparentate con il clan Parisi”, “facendo riferimento alla necessità di rispettare una gerarchia di fatto all’interno dell’azienda” imposta “dal clan Parisi piuttosto che derivante da effettive cariche sociali”, con la minaccia “di subire gravi conseguenze derivanti da un eventuale rifiuto”.


“Il presidente non è padrone – avrebbero detto gli indagati – qui nessuno è padrone, c’è solo rispetto reciproco e basta”. Ma le minacce avrebbero riguardato anche la sottrazione della assicurazione della “protezione mafiosa sul territorio” al presidente Amtab: “Chi deve coprire in mezzo alla strada? A parole?”, si legge ancora nelle carte, comportamenti fatti per “mantenere uno status quo favorevole all’organizzazione”.

Il carcere è stato disposto per Tommy Parisi, cantante neomelodico e figlio del boss Savinuccio del quartiere Japigia, già condannato in primo grado a otto anni per associazione mafiosa, e per l’ex consigliere regionale e avvocato Giacomo Olivieri. I domiciliari sono invece stati disposti per la moglie di Olivieri, la consigliera comunale Maria Carmen Lorusso, eletta con la lista ‘Di Rella sindaco’ (centrodestra) e poi passata alla maggioranza che sostiene il sindaco Antonio Decaro. Lorusso aveva annunciato già di volersi ricandidare anche alle prossime elezioni.

Il procuratore aggiunto e coordinatore della Dda di Bari, Francesco Giannella, ha chiarito come questa operazione “rappresenta ciò che è la mafia moderna, in un territorio nel quale agisce non soltanto in modo militare”,
sottolineando la “penetrazione dei clan nel tessuto sociale e le capacità di condizionamento politico”. Le assunzioni imposte in Amtab sarebbero per Giannella la dimostrazione del “modello quasi di welfare” portato avanti dal clan Parisi per “assicurarsi la riconoscenza della popolazione”. Il caso di oggi potrebbe diventare un “case study”, secondo il coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia Francesco Giannella: “La penetrazione nei tessuti economici e
politici”, come per esempio le assunzioni imposte in un’azienda municipalizzata, il condizionamento di competizioni sportive nel campionato di Eccellenza (sarebbero coinvolte Corato e Altamura, ndr) – con due partite tra le stesse squadre, che hanno permesso di ottenere la promozione ai play-off -, le turbative d’asta che hanno consentito l’acquisizione di un opificio a Matera, la commercializzazione di caffe’ e il condizionamento delle elezioni amministrative del 2019 a Bari.

Di “quadro estremamente allarmante dell’operatività del clan Parisi e della sua vocazione universalista, tipica delle associazioni mafiose, di occupare ogni spazio della vita economica e sociale che consenta di ricavare vantaggi e utilità” ha parlato il Procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo, nel corso della conferenza stampa con cui è stata annunciata l’operazione ‘Codice interno’. “I fenomeni mafiosi in Puglia – ha aggiunto – presentano delle situazioni di complessità che impongono indagini estremamente difficili, per le quali sono necessari strumenti sempre più difficili e sofisticati”. 

Ma tra le accuse ci sono anche estorsioni, porto e detenzione di armi, illecita commercializzazione di stupefacenti, turbata libertà degli incanti, estorsione in competizioni sportive, tutti aggravati dal metodo mafioso e contestati a vertici e affiliati al clan Parisi-Palermiti del quartiere Japigia.
Sono questi i reati contestati a vario titolo alle 130 persone destinatarie delle 137 misure cautelari (alcuni indagati
erano comuni alle due ordinanze emesse dal gip Alfredo Ferraro) eseguite oggi nell’ambito dell’operazione Codice interno, da oltre mille agenti della polizia. Per 110 indagati è stato disposto il carcere (poco più di 30, tra cui il boss Savinuccio Parisi, erano già detenuti), per 25 i domiciliari, per altri due misure interdittive. Le indagini sono state coordinate dalla Dda. Agli indagati sono stati sequestrati beni per complessivi 20 milioni di euro.

LE REAZIONI DEL SINDACO DI BARI DECARO – “Questa mattina è stato comunicato al Comune di Bari un provvedimento di amministrazione giudiziaria notificato all’Amtab spa, azienda municipalizzata per il trasporto urbano, il cui consiglio di amministrazione da oggi sarà affiancato da un amministratore giudiziario”, fa sapere il sindaco Antonio Decaro. “Sempre oggi, nell’ambito di un’operazione che ha portato a più di 100 arresti anche per il reato di scambio elettorale politico-mafioso, è emerso che l’Amtab nel 2018 avrebbe assunto persone vicine al clan Parisi dietro minacce. “Da quando sono stato eletto sindaco ho fatto del contrasto alla mafia barese una battaglia quotidiana – afferma ancora Decaro – ho sempre sfidato a viso aperto e denunciato i clan. Ma è evidente che questo non è e non potrà mai essere sufficiente. Il lavoro, purtroppo, è ancora lungo e faticoso, e l’aiuto delle forze dell’ordine e della magistratura è determinante”. “Ora il consiglio di amministrazione di Amtab, affiancato dall’amministratore giudiziario con i suoi poteri straordinari – prosegue Decaro – potrà fare definitivamente luce su tutte le opacità che riguardano l’azienda, facendo compiere alla città un altro passo verso la liberazione dal cancro della criminalità”.

IL MONITO DELL’ARCIVESCOVO – “Dobbiamo stare attenti perché ogni momento di cambio di guardia e di avvicendamento a livello politico è sempre qualcosa che è appetibile dalla malavita. E noi non siamo avulsi”. Lo ha detto l’arcivescovo di Bari e Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano. L’arcivescovo ha specificato di non essere “ancora aggiornato su quanto accaduto” ma è evidente che “il nostro territorio, per quanto abbellito da un turismo crescente, è anche un terreno fertile per logiche criminali che si possono anche annidare nell’ambito della politica”.
“Bisogna capire come stanno le cose quindi attendiamo, vediamo, cerchiamo di capire e soprattutto manteniamoci saldi e vigilanti sul nostro operare – ha concluso – questo credo che sia un atteggiamento virtuoso da coltivare”.

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2019, IL PRECEDENTE – Le elezioni comunali del 2019 finirono al centro di un’altra indagine sui rapporti tra politica e mafia che portò, nell’ottobre 2022, all’arresto dell’allora consigliera comunale Francesca Ferri, eletta sempre nelle file della lista ‘Di Rella sindaco’. Ferri, il compagno Filippo Dentamaro e il presidente del Foggia calcio Nicola Canonico, sono attualmente sotto processo per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale e scambio elettorale politico mafioso per le elezioni di Bari e del vicino comune di Valenzano. Coinvolti in quell’inchiesta anche i vertici del clan Buscemi di Valenzano, legati proprio al clan Parisi del quartiere Japigia.

Stefania Losito

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