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Max Gazzè: ecco “Alchemaya”, la mia opera sintonica

Max Gazzè: ecco “Alchemaya”, la mia opera sintonica

Il cantautore romano ospite di Radionorba

Max Gazzè in diretta su Radionorba ha presentato “Alchemaya” il suo nuovo album.
Di ritorno da Sanremo e in giro per gli incontri instore, Max spiega la stranezza del titolo del disco.
Racconta Max: “Deriva ovviamente dalla parola alchimia che rappresenta il fondere insieme ma c’è anche un altro significato interessante: la parola vuol dire anche illusione, il non visibile e l’oscurità. sapete, l’alchimia è una materia di indagine interessante per scoprire mondo e le cose del mondo”.
Il disco di Max è un’opera “sintonica” come ama definirla lui, c’è la sinfonia dell’orchestra che caratterizza i brani del disco riarrangiati e con una nuova veste ma con l’aiuto dei sintetizzatori.
tanti gli argomenti toccati nel disco: “E’ una narrazione che tocca tanti temi, è come se si saltellasse da un tema all’altro, come se mi muovessi da una punta all’altra di vari iceberg.”
“Alchemaya” è un progetto di architettura sinfonica che già avevo in mente da qualche anno. “Dopo “Maximilian” mi andava di fare un lavoro diverso. Avevo pensato a una chiave di scrittura a livello dialettico e letterario, l’ho detto a mio fratello, gli ho detto di cosa volevo parlare e lui h riportato tutto nella chiave di scrittura delle assonanze. E’ molto poetico, nemmeno un’opera molto lunga sarebbe sufficiente per raccontare tutti i temi affrontati nel’opera”.
Il lavoro di arrangiamento delle canzoni è stato molto lungo: “Tutti i brani che ho scelto di includere nel disco sono stati scarnificati e ridotti all’osso per poi essere rivestite nuovamente. Con il maestro Clemente Ferrari abbiamo lavorato intensamente per questo progetto che ha portato a un risultato eccellente con un grande lavoro di orchestrazione”.
Tre sono gli inediti contenuti nel disco, tra cui “la leggenda di Cristalda e Pizzomunno”. Max racconta come gli sia venuta voglia di divulgare la storia che parte da Vieste: “ E’ una storia bellissima, che non tutti conoscono e che temevo rischiasse di perdersi”.

Angela Tangorra