Economia ed ex Ilva, sicurezza e baby gang, referendum della giustizia, situazione geopolitica. Diversi i temi affrontati oggi dalla Presidente del consiglio Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di inizio anno. Una maratona di 41 domande in quasi tre ore. La premier ha anche scherzato: “Il futuro? Andrei a lavorare da Fiorello…”
L’attacco ai magistrati
“I magistrati sono delegittimati dalla menzogna dei manifesti dell’Anm contro la riforma della
giustizia. E spesso con le loro decisioni rendono vano il lavoro di forze dell’ordine e Parlamento”. Sono le parole di Meloni che tocca così il tema del referendum sulla giustizia che, conferma, lunedì il Cdm fisserà per il 22-23 marzo: “Consentirebbe di portare a casa le norme attuative prima del nuovo Csm”. Oltre alle “menzogne” sul referendum, Meloni elenca una serie di casi di cronaca su cui “chiedere conto ai magistrati di decisioni che mettono a repentaglio la nostra sicurezza”.
Sicurezza e baby gang
Meloni annuncia un cambio di passo sulla sicurezza. Sarà il tema chiave dell’anno pre-elettorale. “I reati sono in calo del 3,5%” ma i risultati “non sono sufficienti” dice: nel 2026 arriveranno misure su baby gang e maranza, il divieto di porto di armi da taglio per minori, nonché per le candele scintillanti nei locali, quelle da cui è nato l’incendio a Crans-Montana: “Non è una disgrazia, saremo implacabili sulle responsabilità”.
Ex Ilva
La premier ha toccato anche il tema Ex ilva. “E’ il dossier industriale più complesso che abbiamo ereditato” ha detto. La presidente del Consiglio sottolinea che “non ci saranno impegni vincolanti del governo fino a quando non ci saranno risposte chiare su un solido piano industriale, sia su occupazione, che su produzione e su sicurezza ambientale. In corso la negoziazione. “Nessuna proposta che abbia intento predatorio e opportunistico – ha aggiunto – sarà avallata da questo governo”.
Politica estera
Per la pace in Ucraina Meloni sostiene che è ora che “anche l’Europa parli con Mosca”, non “in ordine sparso” ma con “un inviato speciale Ue”. La linea della premier, “per allontanare la guerra si deve stare con Kiev”. Sul blitz di Trump in Venezuela afferma: “Con il presidente Usa su tante cose non sono d’accordo: penso ad esempio che il diritto internazionale vada difeso e quando saltano le regole siamo tutti molto più esposti. Quando non sono d’accordo lo dico a lui”. Non condividerebbe un’azione militare in Groenlandia, e la esclude.
La gag su Fiorello
Dopo più di un’ora, Meloni ride di gusto alla domanda se aspiri al Colle. “Non so perché non mi proponente mai di andare a lavorare con Fiorello a pagamento, lo farei volentieri”, è la replica divertita. Con il comico, del resto, la confidenza è storica e risale a quando faceva da babysitter alla figlia di Fiorello. Poi torna seria e assicura: “Mi basta e mi appassiona quello che sto facendo. Mi faccio bastare il livello mio”.
Michela Lopez