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Carburanti, prezzi alle stelle per la crisi in Medioriente: diesel oltre i due euro al litro

I benzinai: la speculazione c’è e si vede. Il Codacons chiede l’intervento immediato del governo

Continuano a correre i prezzi dei carburanti dopo la crisi in Medioriente. Secondo “Staffetta quotidiana” la benzina verde sta toccando picchi che non si vedevano dal luglio 2025 e il diesel addirittura da due anni e mezzo. In autostrada il gasolio ha superato persino i 2,2 euro al litro.

Al self service la media nazionale per la verde è a 1,744 euro/litro, il diesel a 1,867 euro/litro. Al servito benzina a 1,879 euro/litro e diesel a 1,996 euro/litro. In autostrada benzina self service a 1,836 euro/litro, servito a 2,092; gasolio self service a 1,949 euro/litro, servito a 2,206.

E contro gli aumenti dei prezzi al dettaglio il Codacons è pronto ad investire le Procure della Repubblica di tutta Italia affinché si aprano indagini penali su possibili reati di manovre speculative.

Secondo il Codacons ciò che davvero serve in Italia per stroncare sul nascere le speculazioni sui listini al dettaglio è la definizione di “prezzo anomalo”, ossia la percentuale massima di aumento dei listini oltre la quale scatta l’illecito sanzionabile in base alle leggi dello Stato. Questa è una fattispecie prevista dalla legge, ma mai attuata nel nostro Paese.

Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha fatto sapere che sono già stati segnalati alcuni casi di sospetta speculazione dei distributori di carburanti e che la Guardia di Finanza ci sta lavorando. “Il prezzo dei carburanti è inferiore ai 2 euro al litro – ha detto Urso – è aumentato di qualche decimo ma siamo ben al di sotto di quello che si verificò dopo l’invasione della Russia in Ucraina in cui i prezzi balzarono a 2,25 euro”.

“La speculazione c’è e la vedono tutti”. È questo il messaggio lanciato dalle Organizzazioni di categoria dei Gestori, Faib e Fegica, durante la riunione della Commissione ministeriale di intervento rapido, convocata da Mister Prezzi e presieduta dal ministro Urso.

“Non è in alcun modo credibile e non può essere creduto che alle primissime fibrillazioni dei mercati internazionali corrispondesse necessariamente l’immediata reazione violenta dei listini di carburanti, come se i litri venduti ai consumatori in questi giorni fossero stati acquistati sull’unghia il giorno stesso” hanno detto i benzinai. Il ministero ha tutti gli strumenti normativi – si legge ancora nel comunicato dei Gestori – per tornare temporaneamente, considerata l’emergenza, da una parte ad un regime di prezzi controllati e, dall’altra, al meccanismo di accisa mobile, per diminuire le accise in funzione del maggior gettito di IVA non previsto fatto registrare con gli aumenti dei prezzi di questi giorni.

Gianvito Magistà

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