Sulla valutazione finale peseranno anche i percorsi scuola-lavoro e l’educazione alla Costituzione
A fine gennaio dovrebbero essere pubblicate dal Ministero dell’Istruzione le quattro materie orali e quella della seconda prova che dovranno affrontare i 500 mila maturandi nel 2026. Diverse le novità. Innanzitutto il colloquio orale sarà obbligatorio. Chi deciderà di non presentarsi o di non parlare, senza un giustificato motivo, dovrà ripetere l’anno scolastico.
Un altro cambiamento rilevante riguarda la struttura stessa del colloquio. Con il nuovo decreto, infatti, l’esame orale sarà focalizzato su quattro discipline che meglio rappresentano le competenze fondamentali e caratterizzanti del percorso di studio dello studente.
Le modifiche riguarderanno anche le commissioni d’esame. Secondo le nuove disposizioni, saranno composte da due commissari esterni e due interni, per ciascuna delle due classi abbinate, sostituendo il precedente schema di tre esterni e tre interni. Il presidente esterno, come sempre, completerà il team.
Con i soldi risparmiati grazie alla riduzione del numero dei commissari, nei piani del Ministero, si punterà ad aumentare i compensi dei docenti impegnati nell’esame. Ma anche, più in generale, alla formazione degli insegnanti e all’estensione delle coperture assicurative ai precari.
Scompare, invece, lo spunto iniziale, selezionato dalla commissione, da cui partiva il colloquio.
Inoltre, la commissione avrà la possibilità di incrementare il punteggio finale fino a tre punti, ma solo per gli studenti che raggiungeranno almeno 97 punti complessivi, in modo tale da portare il voto eventualmente a 100.
Ruolo centrale nella valutazione finale degli studenti, con particolare rilievo nel colloquio orale, ce l’avranno i percorsi di formazione scuola-lavoro. Altro punto di rilievo riguarda l’Educazione alla Costituzione, alla Cittadinanza e all’Ambiente, che diventa anch’essa un elemento fondamentale, influente sul voto finale del colloquio.
Gianvito Magistà