Martedì la finale playoff per le qualificazioni ai Mondiali in un clima incandescente
Sale la tensione per la finale playoff Bosnia-Italia che vale la qualificazione al mondiale di calcio, dal quale manchiamo da due edizioni. Il clima si accende sempre di più, sicuramente per l’importanza della posta in palio, ma anche per le polemiche in Bosnia provocate dall’episodio con protagonisti alcuni azzurri: al termine dello spareggio vinto dall’Italia contro l’Irlanda del Nord Federico Dimarco insieme a Guglielmo Vicario e a Pio Esposito è stato immortalato mentre esultava al rigore decisivo realizzato dalla rappresentativa di Edin Dzeko. Immagini che ben presto sono diventate virali innescando commenti furiosi in Bosnia. Calciatori e tifosi hanno parlato di arroganza degli azzurri e di mancanza di rispetto. E hanno annunciato che se ne pentiranno.
In conferenza stampa Dimarco ha detto che quel gesto è stato istintivo, come quando si guarda una partita tra amici. Si è scusato, ma non voleva mancare di rispetto a nessuno. Anzi, ha sottolineato Dimarco, è stato poco rispettoso chi quelle immagini le ha riprese e mandate in onda. “Eravamo in un luogo con famiglie, amici e bambini” ha detto il calciatore dell’Inter.
Dimarco ha anche raccontato di aver mandato un messaggio a Dzeko, con cui sono rimasti grandi amici dopo la parentesi nerazzurra.
Per quanto riguarda la finale, Dimarco si aspetta un ambiente caldo e una nazionale che ha la stessa nostra voglia di andare ai Mondiali. “Ma noi siamo l’Italia – ha detto – dobbiamo fare una grande partita e faremo di tutto per riuscirci perché questo gruppo se lo merita”.
Il giocatore nerazzurro ha spiegato che contro l’Irlanda del Nord la qualità maggiore dell’Italia è stata la forza mentale, soprattutto dopo un primo tempo contratto e l’errore di Retegui a inizio ripresa. “Stavamo rischiando di rivedere i fantasmi – ha ammesso l’esterno della Nazionale –. Però siamo rimasti sul pezzo con la testa, poi l’abbiamo sbloccata e Kean ha chiuso il risultato. Questa è la nostra forza, la forza del gruppo. Quindi se martedì saremo forti di testa per 95 minuti porteremo a casa l’obiettivo”.
Gianvito Magistà