A Firenze i bambini vivono meglio, Bolzano conquista il primato nella qualità della vita dei giovani e Trieste guida la classifica dedicata agli anziani. A Taranto la disoccupazione under 35 raggiunge quasi un cittadino su due, il 44%. Bari, Barletta-Andria-Trani, Napoli e Palermo si distinguono invece per la presenza di servizi di prossimità dedicati agli over 65. Tra le principali novità, negli indicatori entrano i servizi di prossimità raggiungibili a piedi in 15 minuti — farmacie,
negozi, servizi ricreativi e assistenziali — e la presenza di reti familiari o sociali su cui poter contare nei momenti di
bisogno. Dai primi dati emergono forti differenze territoriali e nuovi segnali sociali.
Sono i primi dati della nuova edizione della Qualità della vita per fasce d’età del Sole 24 Ore, presentata in anteprima al Festival dell’Economia di Trento.
“Nella classifica generale degli anziani – si legge sul Sole 24Ore, che ha stilato la graduatoria – appare consistente il numero di territori meridionali che riescono a conquistare posizioni più che accettabili: su tutti la Puglia, con cinque province su sei oltre la metà della graduatoria”. Bari è 14esima, terza per servizi sanitaria, seconda per quelli di prossimità insieme alla Bat. Foggia la provincia con più infermieri non pediatrici. Nella graduatoria dedicata ai bambini, Bolzano guida il Paese per fecondità con 1,55 figli per donna, mentre Cagliari conquista il primato per presenza di pediatri ma registra contemporaneamente uno dei dati più critici sulla natalità, con appena 0,75 figli per donna. Milano si distingue per servizi di prossimità, scuole con palestra e infermieri pediatrici, ma scivola nelle ultime posizioni per spazio abitativo medio disponibile alle famiglie (56,6 metri quadrati).
Trento si classifica al secondo posto sia nell’indice generazionale degli anziani che in quello dei giovani, ma al 13/o posto in quello dei bambini. Tra i giovani pesa soprattutto il divario occupazionale: a Taranto la disoccupazione under 35 è di oltre dieci punti sopra Agrigento, mentre Bologna si conferma capitale universitaria con un giovane su due laureato. Sul fronte degli anziani, Trento primeggia nell’assistenza domiciliare e nella partecipazione civile, mentre Milano registra gli assegni pensionistici medi più elevati d’Italia, pari a 26.300 euro annui.
Malissimo la classificazione di pugliesi e lucane per i servizi ai bambini e ai giovani, con punte altissime di presenze di Neet, cioè giovani che non lavorano, non cercano, non studiano. Le regioni del mezzogiorno restano in alto solo tra gli indicatori delle reti familiari e della fecondità. o. Il Sud soffre soprattutto per disoccupazione e bassi livelli di istruzione, pur distinguendosi nell’imprenditoria giovanile e nella percezione di sicurezza.
L’indagine fotografa inoltre un Paese attraversato da profondi cambiamenti demografici e culturali: la fecondità nazionale scende a 1,14 figli per donna, l’età media delle neo-madri sale a 32,7 anni e i matrimoni calano a 2,8 ogni mille abitanti. Crescono anche le persone che vivono sole (+7,9%) e aumenta il consumo di antidepressivi (+3,3%), mentre peggiorano le competenze scolastiche rilevate dai test Invalsi: risultano inadeguate per il 44% degli studenti quelle numeriche e per il 39,9% quelle alfabetiche, ancora sotto i livelli pre-pandemia.
Stefania Losito