Per sette docenti su dieci la riforma della Maturità non miglioreranno l’esame di Stato della scuola di secondo grado. E’ quanto emerge da un sondaggio online realizzato dalla rivista specializzata ‘La Tecnica della Scuola’, al quale hanno partecipato 407 insegnanti. Il risultato arriva quasi alla vigilia della prima prova scritta, che parte il 18 giugno.
Alla domanda “Secondo te ha ancora senso l’esame di Maturità, anche se recentemente rinnovato da Valditara?”, la risposta dei docenti è positiva, ma sono moltissimi anche coloro che non intravedono più molto senso nell’esame. Ad essere poco convinti sono 177 docenti su 407, quasi la metà dei partecipanti alla rilevazione (il 43,49%).
Nelle risposte aperte al sondaggio, alcuni hanno spiegato il perché della loro scelta: “Non si dovrebbe proprio sostenere perché non ritengo che il risultato degli esami debba condizionare quanto svolto nel corso di studi dei cinque anni”; “Dovrebbe essere eliminata e sostituita da un portfolio di competenze”, “Andrebbe eliminata, in alternativa semplificata al massimo con costi minimi per lo Stato”; “Tornare ad essere serio, adesso è solo una formalità senza senso”.
L’Esame di Stato è espressamente previsto dall’articolo 33 della Costituzione: “E’ prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi”, per eliminarlo sarebbe necessaria una legge costituzionale.
Stefania Losito