Comprare una casa a Bari, Barletta, Andria e Trani costa di più rispetto al resto della Puglia per le famiglie con un reddito medio-basso. A dirlo è il report ‘Scenari regionali dell’edilizia-Puglia’ elaborato dall’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili. Chi ha un reddito annuo fino a 18.500 euro, si legge, a Bari e nei tre capoluoghi della Bat è costretto a destinare il 35% al mutuo, mentre per chi guadagna fino a 26.500 euro il dato scende al 25%. Più basse le percentuali nelle altre province pugliesi. A Taranto le famiglie con un reddito medio-basso devono destinarne al mutuo il 27,5%. Proibitiva, nel barese, la situazione nelle città a forte vocazione turistica: a Monopoli chi ha un reddito fino a 18.500 euro deve destinarne il 46,2% al mutuo, a Polignano a Mare il dato scende lievemente fino al 46%.
Per Nicola Bonerba, presidente di Ance Bari-Bat, “trovare un’abitazione a un costo sostenibile è più difficile” e occorre che “si concretizzi al più presto il piano casa” del governo, con “recupero di alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale e l’istituzione di un fondo che le Regioni potranno alimentare attingendo alle risorse destinate all’edilizia abitativa della politica di coesione nazionale ed europea”. Occorrono anche, secondo Bonerba, “strumenti urbanistici meno complessi, procedure amministrative più snelle e un sistema autorizzativo più efficiente”. “Senza una semplificazione effettiva”, sottolinea, “si rischia di non poter dare risposta all’emergenza abitativa”.
Vincenzo Murgolo
