Affitti sempre più alti a fronte di salari che non crescono. Dal 2019 al 2025 gli affitti nei principali capoluoghi italiani sono cresciuti molto più rapidamente delle retribuzioni, aggravando il problema dell’accesso alla casa per giovani, famiglie e lavoratori. Emerge da un’elaborazione Cna sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nette nello stesso periodo.
In media i canoni di locazione per un appartamento standard da 70 metri quadrati sono aumentati tra il 19% (Potenza) e quasi il 50%, mentre le retribuzioni hanno registrato incrementi molto più contenuti, generalmente compresi tra il 7% e il 15%. Milano e Firenze guidano la classifica dei rincari con un aumento del 49% rispetto al 2019: per fare un esempio, oggi per un appartamento medio servono oltre 1.800 euro al mese nel capoluogo lombardo e 1.340 in quello toscano.
Seguono Bologna, Padova, Venezia e Napoli con incrementi superiori al 40%, mentre Roma registra una crescita intorno al 37%, superata da Bari e Verona con il 39%.
A parte il capoluogo pugliese, tra quelli analizzati al Sud, gli aumenti sono più contenuti, almeno nelle città meno sottoposte alla pressione turistica e universitaria. Tra queste figurano Potenza, Campobasso, Catanzaro e Perugia, con
incrementi generalmente tra il 19% e il 23%.
La situazione risulta particolarmente critica nelle città universitarie e nei territori a maggiore attrattività economica e turistica – si spiega – dove la domanda abitativa continua a crescere molto più rapidamente dell’offerta disponibile. Una dinamica che produce effetti diretti sul mercato del lavoro e sulla competitività dei territori.
Stefania Losito