Tra giugno e luglio arriveranno le 14esime dei dipendenti . “In arrivo una spinta da 12,4 miliardi di euro per i consumi estivi – stima la Confesercenti sulla base di un sondaggio di Ipsos su un campione di 800 cittadini tra i 18 e i 65 anni – ma si sente il peso dell’incertezza: cresce infatti anche la quota destinata a risparmio e pagamenti arretrati”.
Vacanze e viaggi sono la prima destinazione della quattordicesima, indicata dal 54,8% dei lavoratori che la ricevono, in aumento rispetto al 48% rilevato lo scorso anno. Sale anche – evidenzia l’analisi – la quota che la destina al risparmio, che passa dal 24 al 29%, e ai saldi estivi, dal 19 al 21,7%. Il 20,7% utilizzerà inoltre la mensilità aggiuntiva per spese legate alla casa, tra ristrutturazioni, mobili e accessori.
C’è chi invece utilizzerà la quattordicesima mensilità per il pagamento di bollette e rate arretrate, contro il 15% del 2025. Seguono investimenti (13,4%), spese sanitarie (12,1%), e il mutuo o altri finanziamenti (10,2%). In media, ciascun lavoratore distribuisce la quattordicesima tra poco più di due destinazioni d’uso. Per questo la somma delle percentuali supera il 100%.
“La quattordicesima rappresenta un’iniezione immediata di liquidità per l’economia. La crescita della quota destinata alle vacanze mostra una maggiore disponibilità verso i consumi estivi, ma l’aumento del risparmio e dei pagamenti arretrati segnala che i bilanci familiari restano sotto pressione. Per quasi un lavoratore su tre, infatti, questa mensilità permette di affrontare spese che altrimenti non sarebbero sostenibili”, commenta il presidente di Confesercenti Nico Gronchi.
Le tensioni sui bilanci risultano più evidenti nelle regioni del Sud, dove il 34,3% prevede di destinare maggiori risorse
alle spese essenziali, contro il 17,5% del Nord e il 9,8% del Centro. Nel Mezzogiorno sale inoltre al 23,6% la quota di chi
utilizzerà la quattordicesima per pagare bollette e rate arretrate, rispetto al 13,3% rilevato nelle regioni settentrionali. Tra i lavoratori più giovani emerge invece una maggiore propensione a costruire riserve per il futuro: il 36,8% degli under 35 incrementerà i risparmi, contro il 25,6% dei lavoratori tra i 35 e i 65 anni.
Complessivamente, per oltre nove lavoratori su dieci la mensilità ha un impatto concreto sulla situazione finanziaria. “Occorre però ricordare che centinaia di migliaia di lavoratori non ricevono la quattordicesima perché impiegati con contratti in dumping, che riconoscono retribuzioni e tutele inferiori rispetto ai contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative”, sottolinea Gronchi. “Per rafforzare il potere d’acquisto e sostenere insieme imprese e lavoratori, proponiamo di detassare la quattordicesima per i dipendenti e ridurre la contribuzione per le imprese che la riconoscono, salvaguardando integralmente i diritti previdenziali”, aggiunge.
Stefania Losito