Il premier britannico Keir Starmer annuncia il divieto nel Regno Unito dei social media per gli under 16, sul modello dell’Australia. Le piattaforme, duramente attaccate, rendono i minorenni “infelici”, “li espongono a contenuti dannosi” e sono progettate “per creare dipendenza”, ha chiarito in un discorso a Downing Street.
Il divieto riguarderà giganti come Snapchat, TikTok, YouTube, Instagram, Facebook ed X. Saranno esclusi i servizi di messaggistica come WhatsApp, secondo una tabella di marcia indicata dal governo che prevede un provvedimento ad hoc entro la fine dell’anno e l’entrata in vigore del bando nella primavera del 2027.
Si pensa addirittura a un “coprifuoco notturno” sull’utilizzo dei social media e pause per lo scorrimento compulsivo sugli smartphone per gli under 18. L’esecutivo ha spiegato che ulteriori dettagli in merito verranno resi pubblici il prossimo mese mentre il Regno Unito in questo ambito potrebbe diventare il Paese con una disciplina più rigida in materia a livello internazionale, con altri Stati che stanno discutendo limitazioni simili ai social, dal Canada alla Francia.
Il primo esempio al mondo arriva dall’Australia, con l’iniziativa del premier Anthony Albanese, a capo di un governo laburista come quello di Starmer, che si è complimentato con l’omologo britannico. “I giganti dei social media operano oltre i confini nazionali. Rimanendo uniti, possiamo fare di più affinché rispondano delle loro azioni e per garantire la
sicurezza dei minorenni online”, ha aggiunto Albanese sul suo profilo di X. Starmer ha sottolineato di “non essere disposto a scendere a compromessi” sulla sicurezza e la felicità di bambini e ragazzi, evocando anche limitazioni per i servizi di gioco online e per le piattaforme di live streaming.
Un portavoce di YouTube ha avvertito sul fatto che un divieto generalizzato di questo tipo spingerà i minorenni verso “servizi meno sicuri”. Mentre le associazioni che tutelano i più giovani dagli abusi di internet e i genitori che hanno perso un figlio a causa dei rischi dell’ambiente online hanno accolto con soddisfazione l’annuncio del bando.
Per i partiti d’opposizione il provvedimento è sbagliato nei modi e nei tempi, per i conservatori l’iniziativa è arrivata “troppo in ritardo”, e solo nel momento in cui il premier sente cedere il terreno sotto di lui. Per il leader del trumpiano Reform Uk, Nigel Farage, il divieto verrà facilmente “aggirato” tramite le reti Vpn nonostante le “buone intenzioni”, e spiana la strada all’introduzione dell’identità digitale nel Regno Unito, come ulteriore forma di controllo.
Starmer ha criticato molto le Big Tech negli ultimi mesi, invitandole con forza a cambiare per proteggere di più gli utenti più giovani, anche se talvolta più a parole che coi fatti: come col recente ultimatum di tre mesi per obbligarle a impedire lo scambio di immagini a sfondo sessuale sui telefonini.
Stefania Losito
(In foto: il premier britannico Keir Starmer a Downing Street per l’annuncio dei social media vietati ai minori. Credits: Getty Images)