Sono operative le nuove norme per gli autovelox. Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, cercherà di mettere ordine in tutta Italia, dove erano molti gli strumenti non omologati. Insomma, regole certe e omogenee per tutta la nazione.
Questo, nell’immediato, comporterà lo spegnimento di 850 autovelox non più considerati idonei, cioè quelli che dovranno ottenere una omologazione per tornare attivi. Sono 3.150, invece, quelli regolarmente in funzione perché hanno già tutti i requisiti.
“Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale” ha commentato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini.
Un problema, quello degli autovelox non omologati, che ormai riguardava anche la validità delle multe, messa in discussione da molte sentenze per i casi in cui la velocità è stata rilevata da strumenti privi di una omologazione del ministero. In particolare, una serie di pronunce della magistratura ha evidenziato la differenza tra il semplice processo di approvazione tecnica e la vera e propria omologazione, aprendo la strada a migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti contro le amministrazioni locali che hanno continuato a utilizzare dispositivi approvati ma non omologati. Il decreto ora sgombera il campo dalle incertezze.
“Il 71% degli autovelox installati in Italia risulta fuorilegge” aveva stimato Assoutenti: non tutti vanno spenti, per quelli che hanno avuto l’approvazione tecnica (ma non l’omologazione) prima del giugno 2017 il decreto prevede procedure di verifica della documentazione, o test tecnici e tarature, per verificarne l’idoneità e omologarli. Per tutti gli autovelox approvati dal ministero dopo il giugno del 2017, invece, il decreto prevede l’omologazione automatica.
Lo scorso anno, in tutta Italia, le multe tramite autovelox sono diminuite dell’8,9% rispetto all’anno precedente, con un incasso dei Comuni di 56,5 milioni. Bari risulta essere una delle città che ha perso più incassi: -73%. Galatina, nel Leccese, invece, è uno dei casi più particolari d’Italia: nonostante rientri tra i piccoli comuni, ha ottenuto un incasso molto alto, cioè 5,3 milioni di euro. Soddisfatto il Codacons, che però ha sottolineato come il decreto sia arrivato con enorme ritardo. “Da aprile 2024, da quando la Cassazione ha stabilito che sono nulle le sanzioni elevate da apparecchi approvati ma non omologati, abbiamo assistito ad un vero e proprio caos in tema di autovelox che ha aperto un enorme contenzioso tra automobilisti ed enti locali” ha sottolineato il Codacons.
Gianvito Magistà
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