I residenti dell’isola del golfo di Napoli lamentano danni a orti e giardini
Non si discute d’altro, in questi giorni a Capri: le capre, secondo i residenti, stanno danneggiando orti e giardini, brucando erba e arbusti in maniera massiccia, specie nel comune di Anacapri.
Gli esemplari sono sempre esistite nell’isola del golfo di Napoli, che probabilmente il suo nome lo deve proprio alla loro presenza. In tempi recenti, però, sarebbero diventate più numerose dopo che, per il film Capri-Revolution (2018) di Mario Martone, ne sono state importate alcune di razza diversa, rimaste ai piedi del Monte Solaro, e non autoctone: anche questo tema, quello sulla protezione della flora locale, aveva fatto discutere: queste capre infatti si sono moltiplicate, incrociandosi. L’Asl Veterinaria Napoli 1 Centro rese noto che avrebbe provveduto a sterilizzare i maschi, evitando la proliferazione incontrollata degli animali, ma probabilmente la misura è stata insufficiente.
Il sindaco di Anacapri, Franco Cerrotta, per tutelare le capre dopo una petizione che raccolse più di 5000 firme contro la loro deportazione, firmò un provvedimento opponendosi al loro trasferimento sulla terraferma.
Ora, però, il procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, frequentatore di Anacapri, in un’intervento su Repubblica, ha spiegato che le capre sono aumentate in “un numero impressionante per un ecosistema fragile come quello di Monte Solaro. Ovunque sono evidenti i segni del loro passaggio: vegetazione divorata, arbusti spogliati, giovani piante, ginestre, cisto, che non riescono piu’ a crescere, muretti a secco trasformati in pietraie, alcune rocce lesionate o divelte, con pericolo di rotolamento a valle – scrive il procuratore – nessuno intende demonizzare questi animali, ma quando la loro presenza diventa cosi’ massiccia da compromettere l’equilibrio ambientale, si impone una soluzione, ignorare il problema non e’ mai una buona scelta… Monte Solaro non e’ soltanto il panorama piu’ bello di Capri, e’ memoria, natura e appartenenza. Per questo – conclude Policastro – occorre affrontare con serieta’ il problema della proliferazione delle capre, certamente non nuovo, prima che il loro impatto diventi irreversibile”.
“Ho parlato con il procuratore Policastro, che conosco da anni – chiarisce però Stella Cervasio, presidente di una associazione animalista ed ex garante napoletano degli animali – non era assolutamente sua intenzione indurre le autorita’ competenti a prendere provvedimenti contrari alla tutela e al benessere animale”. “Anche per l’associazione nazionale per la diffusione del corretto rapporto con gli animali Animal Day Aps, della quale sono presidente da dieci anni, l’intervento necessario e piu’ appropriato e’ la sterilizzazione dei maschi, come in un primo momento deciso dalle autorita’ sanitarie veterinarie in accordo con il primo cittadino. La cosa va fatta al piu’ presto perche’ il rischio è che la popolazione caprina raddoppi ogni anno. Va assolutamente evitato anche il rischio che le norme esistenti richiamino
cacciatori sull’isola con improvvidi interventi ‘risolutivi’, contro i quali noi di AD saremo i primi a intervenire con precise e severe azioni giudiziarie con richiesta di risarcimento. Quel che non si capisce e’ per quale motivo nessuno abbia denunciato chi ha ‘importato’ le capre non autoctone, autore del vero sfacelo di questa situazione. Anche il cinema, seppure industria redditizia in Campania, dovrebbe agire sempre coadiuvato da esperti, nelle proprie realizzazioni. Altrimenti i risultati sono questi. Guai, e non solo per gli animali”, conclude Cervasio.
Stefania Losito
(foto in copertina: Getty Images)