Ha scritto quasi duemila canzoni per artisti come Mina, Celentano, Cocciante, Morandi
Mogol compie 90 anni. Anche se si definisce semplicemente “autore”, la politica e lo spettacolo – ma anche la cultura comune – parla di lui come il poeta, ‘re dei parolieri’, con alle spalle 1776 canzoni e oltre mezzo milione di dischi venduti. Nato a Milano il 17 agosto 1936, Giulio Repetti, in arte Mogol, ha speso sei decenni al servizio della musica. Il lungo sodalizio con Lucio Battisti, la collaborazione con Adriano Celentano, Mina, Riccardo Cocciante, Mango, Gianni Morandi e tanti altri: una firma sulla colonna sonora di generazioni di italiani. “Ho avuto momenti continuamente belli”, ha raccontato in una recente intervista al Corriere della Sera, “mi sento persino protetto per tutta la fortuna che ho avuto. Non solo come autore di canzoni, ma come uomo: ho vissuto tante avventure, a volte mi sono salvato per un capello”.
Il nome d’arte Mogol gli fu assegnato nel 1959 dalla Siae, di cui è diventato presidente nel 2018). Dal 2016 è diventato
parte integrante del suo nome e cognome. Figlio del direttore musicale della casa discografica ‘Ricordi’ e paroliere con lo pseudonimo di Calibi), con la sua poetica innovativa ha rivoluzionato il modo di scrivere i testi musicali.
Dopo i trionfi a Sanremo nel 1961 con ‘Al di la” cantata da Luciano Tajoli-Betty Curtis e nel 1964 con Bobby Solo e la sua ‘Una lacrima sul viso’, nel 1965 arrivò l’incontro degli incontri: quello con Battisti con cui dette vita a uno dei più straordinari sodalizi della musica italiana. Decine i brani immortali come ‘Pensieri e Parole’, ‘Una avventura’, ‘Acqua azzurra, acqua chiara’, ‘Il mio canto libero’, ‘Emozioni’, ‘Si’ viaggiare’ e ‘Ancora tu’. Fu Mogol a spingere Battisti a cantare: “Lo convinsi io, lui non voleva: si sentiva un compositore e basta. Anni dopo mi disse che doveva tutto a un pazzo, che ero io”, ha raccontato.
“Ci sono poeti che sanno plasmare le emozioni, dare loro ritmo, suono e consistenza. Verseggiatori che raccontano stati d’animo senza tempo e li offrono all’interpretazione dei grandi maestri del bel canto italiano – sono le parole del ministro della Cultura Alessandro Giuli – così è Giulio Rapetti, il nostro raro, unico Mogol, al quale siamo grati per la sua superba lezione sui differenti modi di vivere e respirare da uomini e donne liberi”.
Stefania Losito
(Mogol alla Partita del Cuore tra le nazionali di cantanti e politici allo stadio Gran Sasso d’Italia, L’Aquila, il 13 luglio 2026. Credits photo: Getty Images)