“Ma io sono fuoco” di Annalisa.
Il titolo dell’album, che suona come una risposta, ma anche come una dichiarazione di identità, è stato annunciato a fine luglio con una frase sui social:
“Quando è tutto da rifare
io mi posso trasformare
pensi che mi faccia male
ma io sono fuoco”
Fuoco come scintilla creativa quindi, ma soprattutto come trasformazione. E anche la copertina, svelata oggi, racconta molto di questo cammino. La tigre, infatti, rimanda direttamente alla metafora del tempo circolare del filosofo Jorge Luis Borges, così come il titolo dell’album e i colori: il tempo è un fiume, è una tigre, è un fuoco, e ci trascina, divora, consuma, così come anche noi facciamo con lui, o ci imponiamo di fare.
Torniamo in qualche modo quindi anche al vortice, quello della vita, dove ci ritroviamo a girare, ma in questo viaggio non c’è nulla di puramente passivo, c’è anzi un equilibrio tra accadimenti e opportunità, e il titolo dell’album, “Ma io sono fuoco”, si inserisce proprio in questa linea di pensiero.
Con questa affermazione, Annalisa rivendica la propria appartenenza a quella forza inesorabile del tempo che brucia e trasforma, reagisce, distrugge per evolvere.