E’ record di occupati nel 2025: sono 185mila euro in più, calano disoccupati e inattivi. Lo dicono i dati Istat. L’occupazione continua a salire e tocca il 62,5%, il livello più alto dall’inizio delle serie storiche annuali partite nel 2004, mentre all’opposto la disoccupazione scende al 6,1%, ai minimi come nel 2007. A fare da traino restano i dipendenti stabili e gli over50.
Il mercato si concentra soprattutto sui dipendenti a tempo indeterminato (+304mila) e poi sugli autonomi (+99mila) a fronte della riduzione dei dipendenti a termine (-218mila). Nel solo quarto trimestre, si contano 37mila occupati in più rispetto ai tre mesi precedenti, +89mila sull’anno.
Il trend positivo riguarda il fronte del Sud: nel 2025 il Mezzogiorno presenta l’incremento maggiore del tasso di occupazione (+0,7 punti rispetto a +0,1 del Centro e del Nord), così la distanza si riduce ma il divario resta ampio considerando che il tasso di occupazione del Nord si attesta al 69,8% e quello del Mezzogiorno al 50,0%. Bene anche per l’occupazione femminile: tra le donne risulta più marcato l’aumento del tasso di occupazione rispetto agli uomini (+0,5 punti rispetto a +0,2), riducendo il divario di genere anche se “rimane comunque molto elevato” con una differenza di oltre 17 punti percentuali, sottolinea l’istituto di statistica Istituto: il tasso di occupazione femminile si attesta al 53,8%, quello maschile al 71,2%.
C’è poi il lavoro dei giovani, che però registra un dato meno positivo: l’occupazione cresce tra gli over 50 che segnano +409mila nel 2025, a fronte di un calo di 224mila tra chi ha meno di 50 anni, che colpisce soprattutto la fascia 15-34 anni. E per cercare un posto di lavoro il metodo più diffuso anche nel 2025 rimane quello di rivolgersi a parenti, amici e conoscenti (74,6%, invariato rispetto al 2024), seguito dall’invio di curricula (69,6%, +2,8 punti); prosegue l’aumento di quanti hanno consultato offerte di lavoro (56,7%, +5,7 punti), risposto o messo inserzioni (38,7%, +5,4 punti) o si sono rivolti al Centro pubblico per l’impiego (32,6%, +3,7 punti). Il titolo di studio dà una marcia in più: il tasso di occupazione cresce maggiormente tra i laureati (+0,6 punti, all’82,8%).
Soddisfatta la premier Giorgia Meloni che rivendica “i segnali incoraggianti” che arrivano dall’ultima rilevazione Istat. “Sappiamo bene che la strada da percorrere è ancora lunga e che resta molto da fare per rafforzare la crescita, migliorare la qualità dell’occupazione e creare sempre più opportunità. Ma questi numeri – aggiunge – confermano che la direzione intrapresa è quella giusta”.
Per la ministra del Lavoro, Marina Calderone, in particolare quella delle donne è una sfida strutturale “al centro dell’azione del governo sin dall’inizio della legislatura”, sottolinea rimarcando la crescita “significativa” registrata negli ultimi anni con un numero di donne occupate che “ha raggiunto il livello più alto dalla nascita della Repubblica”.
Stefania Losito