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I prezzi dei carburanti continuano a salire anche quando il petrolio cala. Le associazioni dei consumatori: speculazioni vergognose

Meloni: “Misure rimodulate in base ai negoziati di pace in Medio Oriente”

Il prezzo dei carburanti, in Italia, continua a salire. Dopo la nuova chiusura, ieri sera, dello stretto di Hormuz, oggi era prevedibile. In realtà la crescita è andata avanti anche nella giornata di ieri nonostante la possibile tregua Usa-Iran avesse portato a un crollo del prezzo del petrolio.

In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale sale a 1,792 euro al litro per la benzina (1,789 euro il prezzo di ieri) e 2,184 euro al litro per il gasolio (2,178 il prezzo di ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,829 euro al litro per la benzina (ieri 1,825 euro) e 2,203 euro al litro per il gasolio (ieri 2,191 euro).

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in aula alla Camera nella sua “informativa sull’azione del governo”, ha fatto sapere che le misure sui carburanti saranno rimodulate in base ai negoziati di pace in Medio Oriente.

Dure le reazioni delle associazioni dei consumatori. “Nonostante il crollo del petrolio, le cui quotazioni ieri hanno registrato un ribasso del 16%, i prezzi dei carburanti alla pompa registrano anche oggi sensibili rincari” ha fatto sapere il Codacons.

“Ancora una volta le nostre previsioni trovano riscontro nella realtà – ha aggiunto il Codacons –. Siamo stati gli unici a denunciare il fenomeno della doppia velocità sui carburanti, con i prezzi che dopo essere saliti immediatamente a seguito del rialzo del petrolio, non scendono quando le quotazioni crollano”. Il Codacons ha annunciato che presenterà una nuova raffica di denunce in tutta Italia contro le speculazioni.

“Una vergogna” è la reazione senza mezzi termini dell’Unione Nazionale Consumatori. “I prezzi invece di scendere, anche oggi, come ieri, continuano imperterriti a salire. Ennesima dimostrazione di come si continui allegramente a speculare sulla pelle degli automobilisti”. “I prezzi – ha continuato l’Unc – sarebbero dovuti scendere già ieri, vista la picchiata del petrolio. Eppure nessuno, in media, ha ridotto i prezzi. Scandaloso”.

Gianvito Magistà

 
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