Carburante alle stelle, costi di produzione elevati, aziende agricole e autotrasportatori sfiniti: sono giorni di proteste in Puglia. Nelle scorse ore, nel Foggiano, gli olivicoltori hanno bloccato con i trattori il casello di Poggio Imperiale dell’A14 e presidiato la statale 17 che da Lucera conduce a Campobasso. Mobilitazione anche a Brindisi, dove il prefetto ha ricevuto una delegazione di autotrasportatori. Presìdi sul Tirreno cosentino. Anche a Canosa di Puglia, nel nord barese, gli agricoltori hanno manifestato contro il caro gasolio e la crisi del settore percorrendo con camion e trattori la strada provinciale 2. I manifestanti, come in altre parti della Puglia e in Italia, si sono mobilitati per denunciare le difficoltà che
“da ormai sette mesi ci soffocano”, dice Antonio. “Tutto è aumentato: il gasolio, l’energia. Tra poco tutto si fermerà
perché il gasolio agricolo ha un prezzo raddoppiato rispetto all’anno scorso, serve l’elettricità per prendere l’acqua dai
pozzi artesiani e il prezzo è cresciuto – spiega – come dobbiamo fare?”. “Il settore è in crisi: prima la siccità, ora il gasolio. Così chiudiamo tutto – sostiene un altro agricoltore – se sono qui, è per il futuro dei miei figli”.
A creare ulteriore preoccupazione è l’imminente avvio della campagna olivicola “perché il nostro prodotto vale sempre meno sul mercato mentre i costi di produzione sono insostenibili”, aggiunge un giovane imprenditore agricolo. “La nostra protesta serve a chiedere alle Istituzioni, aiuti economici alle imprese, controlli contro le frodi e più garanzie e protezione per le produzioni locali”, proseguono i manifestanti.
Coldiretti annuncia che in migliaia scenderanno nelle prossime ore a Bari per chiedere un piano straordinario di sostegno a tutte le filiere. E all’accorato appello dei lavoratori si aggiunge – da Andria – quello del vescovo, monsignor Luigi Mansi. “Il lavoro della terra non può essere calpestato o reso insostenibile. Facciamo appello alle istituzioni, locali e nazionali, a chi ha responsabilità politiche ed economiche, affinché sappiano ascoltare il vostro grido d’aiuto con serietà, competenza e urgenza, cercando soluzioni strutturali che ridiano speranza al comparto agricolo”. Mansi incoraggia a “mantenere sempre toni pacifici e costruttivi” assicurando “il nostro sostegno morale e spirituale”. “Vedere i frutti del vostro impegno svalutati, sentire il peso di costi crescenti, di burocrazia asfissiante e di un mercato che spesso dimentica chi il cibo lo produce davvero, interpellano la coscienza di tutti”, sottolinea il vescovo. “Il lavoro della terra non può essere calpestato o reso insostenibile- conclude Mansi- dignità del lavoratore è sacra, come ci ricorda la dottrina sociale della Chiesa”.
Stefania Losito