Forti rincari per petrolio e gas dovuti al conflitto in Medioriente. La situazione non è grave come l’inizio della guerra in Ucraina, 4 anni fa. Per le famiglie italiane, tuttavia, si stima un aumento delle bollette da 9,3 miliardi.
A quindici giorni dall’avvio del conflitto in Iran, infatti, i mercati delle principali materie prime mostrano una tenuta complessivamente solida, mentre petrolio e gas registrano forti rincari, incidendo sulle bollette di 26 milioni e 700mila famiglie italiane per 9 miliardi e 300 milioni di euro. Sono i dati dell’Ufficio studi della CGIA, l’associazione artigiani e piccole imprese di Mestre. Il prezzo del petrolio è salito del 45,8 per cento, mentre il gas ha registrato una crescita più significativa, pari al 62 per cento. Negli ultimi quindici giorni, infatti, il prezzo della benzina è salito dell’8,7 per cento, mentre quello del diesel ha registrato un balzo ancora più marcato: +18,2 per cento.
Al netto del caro carburante, Nomisma Energia stima che le famiglie italiane potrebbero subire un aumento medio, su base annua, di 350 euro. Nella top ten dei rincari ci sono soltanto due grandi città del Sud: Napoli, al terzo posto, e Bari al sesto. Nel capoluogo pugliese si stima un aggravio complessivo di spesa per elettricità e gas, in capo alle famiglie, per 180 milioni e 200mila euro.
Stefania Losito