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Crisi di Governo, Draghi ai senatori: “Siete pronti a ricostruire il patto di fiducia?” Nell’agenda tempestività e unità

“Siete pronti a continuare a fare questo sforzo (di restare insieme con un patto di fiducia, ndr) per l’Italia? Questa risposta non la dovete dare a me ma a tutti gli italiani”. Così ha concluso, dopo cinquanta minuti, il suo intervento in senato, il presidente del consiglio Mario Draghi. Ha ripetuto quattro volte “siete pronti?”. Nelle comunicazioni, il premier ha spiegato le ragioni delle sue dimissioni rassegnate al Colle giovedì scorso: “Questa decisione è arrivata perché è venuta meno la maggioranza di unità nazionale. Il presidente della Repubblica ha respinto le dimissioni e mi ha chiesto di informare il Parlamento della mia decisione”. Nello scorso febbraio “tutti i principali partiti decisero di rispondere” all’appello di un governo di alto profilo, “feci un appello allo spirito repubblicano”, ricorda il premier. “A lungo le forze di maggioranza hanno saputo mettere da parte le divisioni per il bene del Paese”, sottolinea il premier, “l’unità nazionale è stata la miglior garanzia” del governo e della sua efficacia. L’unica strada per andare avanti è “ricostruire il patto di fiducia”, se si vuole andare avanti e restare insieme.

Un discorso duro, diretto, in cui Draghi ha confermato la sua disponibilità a restare ma ad alcune serie condizioni. Prima di tutto il consenso ampio. “L’altissimo consenso di cui il governo ha goduto in Parlamento ha consentito di avere quella tempestività delle decisioni chiesta dal Presidente della Repubblica. A lungo le forze di maggioranza hanno saputo tenere da parte le divisioni, per interventi rapidi ed efficaci, per il bene di tutti i cittadini”. “L’Italia – ha proseguito – ha bisogno di un governo capace di muoversi con efficacia e tempestività su 4 fronti” fra cui il Pnrr. “Completare il Pnrr è una questione di serietà nei confronti dei cittadini” 

Poi Draghi, che ha presentato un vero e proprio programma di Governo, ha sciorinato le cose fatte finora. Le “riforme della giustizia, della concorrenza, del fisco, degli appalti oltre alla corposa agenda delle semplificazioni sono un passo essenziale per l’Italia. Ad oggi tutti gli obiettivi del Pnrr sono stati raggiunti”.

M5s e Lega non applaudono all’invito a essere coesi. ma il presidente del Consiglio esce dall’Aula sorridendo e raggiunge la Camera per depositare le comunicazioni nelle mani di Roberto Fico.

Ancora, nel suo discorso, il presidente del Consiglio richiama le forze politiche alla responsabilita’ di portare a termine l’agenda di governo senza fare sconti, dai termovalorizzatori alle armi all’Ucraina, dai taxi ai balneari.

I PASSAGGI DEL DISCORSO DI DRAGHI – “L’amplissimo consenso di cui il Governo ha goduto in Parlamento ha permesso di avere quella tempestività nelle decisioni che il Presidente della Repubblica aveva richiesto. A lungo le forze
della maggioranza hanno saputo mettere da parte le divisioni e convergere con senso dello Stato e generosità verso interventi rapidi ed efficaci, per il bene di tutti i cittadini. Grazie alle misure di contenimento sanitario, alla campagna di
vaccinazione, ai provvedimenti di sostegno economico a famiglie e imprese, siamo riusciti a superare la fase più acuta della pandemia, a dare slancio alla ripresa economica. La spinta agli investimenti e la protezione dei redditi delle famiglie ci ha consentito di uscire piu’ rapidamente di altri Paesi dalla recessione provocata dalla pandemia. Lo scorso anno l’economia e’ cresciuta del 6,6% e il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo e’ sceso di 4,5 punti percentuali. La stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato a larghissima maggioranza da questo Parlamento, ha avviato un percorso di riforme e investimenti che non ha precedenti nella storia recente. Le riforme della giustizia, della concorrenza, del fisco, degli appalti – oltre alla corposa agenda di semplificazioni – sono un passo in avanti essenziale per modernizzare l’Italia. A oggi, tutti gli obiettivi dei primi due semestri del PNRR sono stati raggiunti.Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un’occasione unica per migliorare la nostra crescita di lungo
periodo, creare opportunita’ per i giovani e le donne, sanare le diseguaglianze a partire da quelle tra Nord e Sud. Entro la fine di quest’anno, dobbiamo raggiungere 55 obiettivi, che ci permetteranno di ricevere una nuova rata da 19 miliardi di euro. Gli obiettivi riguardano temi fondamentali come le infrastrutture digitali, il sostegno al turismo, la creazione di alloggi universitari e borse di ricerca, la lotta al lavoro sommerso”.

“Completare il PNRR e’ una questione di serieta’ verso i nostri cittadini e verso i partner europei. Se non mostriamo di saper spendere questi soldi con efficienza e onesta’, sara’ impossibile chiedere nuovi strumenti comuni di gestione delle crisi. L’avanzamento del PNRR richiede la realizzazione dei tanti investimenti che lo compongono. Dalle ferrovie alla banda larga, dagli asili nido alle case di comunita’, dobbiamo impegnarci per realizzare tutti i progetti che abbiamo disegnato con il contributo decisivo delle comunita’ locali. Dobbiamo essere uniti contro la burocrazia inutile, quella che troppo spesso ritarda lo sviluppo del Paese. E dobbiamo assicurarci che gli enti territoriali – a partire dai Comuni – abbiano tutti gli strumenti necessari per superare eventuali problemi di attuazione. Allo stesso tempo, dobbiamo
procedere spediti con le riforme che, insieme agli investimenti, sono il cuore del PNRR. La riforma del codice degli appalti pubblici intende assicurare la realizzazione in tempi rapidi delle opere pubbliche e il rafforzamento degli strumenti di lotta alla corruzione. Dobbiamo tenere le mafie lontane dal PNRR. E’ il modo migliore per onorare la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e degli uomini e donne delle loro scorte, a trent’anni dalla loro barbara uccisione. La riforma del codice degli appalti e’ stata approvata, ed e’ in corso il lavoro di predisposizione degli schemi di decreti delegati. Questi devono essere licenziati entro marzo del prossimo anno. La riforma della concorrenza serve a promuovere la crescita, ridurre le rendite, favorire investimenti e occupazione. Con questo spirito abbiamo approvato norme per rimuovere gli ostacoli all’apertura dei mercati, alla tutela dei consumatori. La riforma tocca i servizi pubblici locali, inclusi i taxi, e le concessioni di beni e servizi, comprese le concessioni balneari. Il disegno di legge deve essere approvato prima della pausa estiva, per consentire entro la fine dell’anno l’ulteriore approvazione dei decreti delegati, come previsto dal PNRR”.

“Abbiamo già ricevuto dalla Commissione Europea 45,9 miliardi di euro, a cui si aggiungeranno nelle prossime settimane ulteriori 21 miliardi – per un totale di quasi 67 miliardi. Con il forte appoggio parlamentare della maggioranza e dell’opposizione, abbiamo reagito con assoluta fermezza all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. La condanna delle atrocita’ russe e il pieno sostegno all’Ucraina hanno mostrato come l’Italia possa e debba avere un ruolo guida all’interno dell’Unione Europea e del G7. Allo stesso tempo, non abbiamo mai cessato la nostra ricerca della pace – una pace che deve essere accettabile per l’Ucraina, sostenibile, duratura. Siamo stati tra i primi a impegnarci perche’ Russia e Ucraina potessero lavorare insieme per evitare una catastrofe alimentare, e allo stesso tempo aprire uno spiraglio negoziale. I progressi che si sono registrati la settimana scorsa in Turchia sono incoraggianti, e auspichiamo possano essere consolidati. Ci siamo mossi con grande celerita’ per superare l’inaccettabile dipendenza energetica dalla Russia – conseguenza di decenni di scelte miopi e pericolose. In pochi mesi, abbiamo ridotto le nostre importazioni di gas russo dal 40% a meno del 25% del totale e intendiamo azzerarle entro un anno e mezzo. E’ un risultato che sembrava impensabile, che da’ tranquillita’ per il futuro all’industria e alle famiglie, rafforza la nostra sicurezza nazionale, la nostra credibilita’ nel mondo. Abbiamo accelerato, con semplificazioni profonde e massicci investimenti, sul fronte delle energie rinnovabili, per difendere l’ambiente, aumentare la nostra indipendenza energetica. E siamo intervenuti con determinazione per proteggere cittadini e imprese dalle conseguenze della crisi energetica, con particolare attenzione ai piu’ deboli. Abbiamo stanziato 33 miliardi in poco piu’ di un anno, quasi due punti percentuali di PIL, nonostante i nostri margini di finanza pubblica fossero ristretti. Lo abbiamo potuto fare grazie a una ritrovata credibilita’ collettiva, che ha contenuto l’aumento del costo del debito anche in una fase di rialzo dei tassi d’interesse”.

“Quest’anno, l’andamento della finanza pubblica è migliore delle attese e ci permette di intervenire, come abbiamo fatto finora, senza nuovi scostamenti di bilancio. Bisogna adottare entro i primi giorni di agosto un provvedimento corposo per attenuare l’impatto su cittadini e imprese dell’aumento dei costi dell’energia, e poi per rafforzare il potere d’acquisto, soprattutto delle fasce piu’ deboli della popolazione. Ridurre il carico fiscale sui lavoratori, a partire dai salari piu’ bassi, e’ un obiettivo di medio termine. Questo e’ un punto su cui concordano sindacati e imprenditori. Con la scorsa legge di bilancio abbiamo adottato un primo e temporaneo intervento. Dobbiamo aggiungerne un altro
in tempi brevi, nei limiti consentiti dalle nostre disponibilita’ finanziarie. Occorre anche spingere il rinnovo
dei contratti collettivi. Molti, tra cui quelli del commercio e dei servizi, sono scaduti da troppi anni. La contrattazione
collettiva e’ uno dei punti di forza del nostro modello industriale, per l’estensione e la qualita’ delle tutele, ma non
raggiunge ancora tutti i lavoratori”. 

Intanto, cala sotto quota 194 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi nel corso dell’intervento in Senato del presidente del Consiglio Mario Draghi che ha affermato la necessita’ di “proseguire in questo confronto e definire una prospettiva condivisa” in vista della legge di bilancio. Lo spread si porta a 193,9 punti, con il rendimento annuo italiano in calo di 14,1 punti base al 3,173%. Nel resto d’Europa il calo dei rendimenti e’ di circa 6 punti base in media. 

Stefania Losito

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