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Centrodestra, accordo raggiunto tra Salvini, Berlusconi e Meloni: il premier lo indicherà il partito che otterrà più consensi. De Magistris chiama Conte. Renzi a Letta: “Da soli abbiamo il 5%”

E’ intesa, dunque, sulla premiership del centrodestra in caso di vittoria alle elezioni politiche del 25 settembre. A spuntarla è la Meloni. La leader di Fratelli d’Italia, dopo tre ore, incassa l’ok degli alleati sul nome del prossimo premier: sceglierà chi ha ottenuto più voti.

Silvio Berlusconi è soddisfatto perché il centrodestra, dalla riunione durata più di tre ore a Montecitorio, “esce unito, non sui posti ma sulle idee, sul programma, sui progetti per l’Italia e anche sui criteri per indicare il candidato premier”. Il leader di FI chiarisce che non ci sono veti sulla Meloni premier: “Giorgia Meloni, come Matteo Salvini, come tanti
esponenti di Forza Italia e degli altri partiti della coalizione, ha tutte le carte in regola e l’autorevolezza per guidare un governo di alto profilo, credibile nel mondo, saldamente legato all’Europa e all’Occidente”.

Anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, alla domanda se ha nulla in contrario all’ipotesi che Giorgia Meloni diventi il prossimo presidente del Consiglio, risponde: “E perché dovrei? Se la Lega prende un voto in più l’indicazione la darà Salvini, se Berlusconi prenderà un voto in più l’indicazione la darà lui”, ha detto. Poi ha aggiunto: “Lasciare la scelta agli italiani e non a logiche di partito, a strane alchimie e algoritmi, più semplice di così? Poi non c’è nessuna vittoria scontata il 25 settembre: 66 milioni di italiani decideranno se il futuro è quello del Pd, dei 5 Stelle o quello della Lega e del centrodestra”.

Nel centrosinistra, agitato dalle alleanze ancora in discussione, Matteo Renzi, leader di Italia Viva, commenta: “E’ caduto il veto del Pd su Iv? – chiede ironicamente – nell’ultima settimana tutti i giorni il Pd ha detto ‘Renzi ci fa perde i voti e non lo vogliamo’. Forse hanno fatto due conti e la pensano diversamente”. “Non faccio il questuante da Letta, se non mi vuole Iv va da sola: ha la certezza di fare il 5%”, ha assicurato Renzi.

Intanto, l’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris è pronto a costituire un polo alternativo con Unione popolare. E su questo ne ha iniziato a discutere con il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, che potrebbe, dal canto suo, candidarsi in Puglia. “Caro Giuseppe, vuoi un reale cambiamento? Bene, lavoriamo a un programma radicale e sociale che parta dal no all’invio di armi, dal salario minimo, dalle misure per le piccole e medie imprese, dal reddito di cittadinanza – propone de Magistris -lavoriamo insieme al terzo polo che può arrivare al 15-20%”. E conferma che si candiderà a Napoli, ma anche a Roma e Cosenza. E parlando delle forze a cui vorrebbe fare appello aggiunge: “E’ un
campo aperto fatto da associazioni, movimenti, reti civiche, amministratori, intellettuali, studenti, operai”.

Stefania Losito

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