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Epifania, al Sud la Befana porta più calze ed è più generosa. I consumatori prediligono la qualità

Sette meridionali su dieci festeggiano l’arrivo della Befana con una calza piena di dolciumi da regalare ai figli. Una tradizione sentita nelle regioni del Sud più che nel resto d’Italia, dove viene celebrata da sei italiani su dieci. Emerge dal consueto sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti sui consumi delle festività invernali.
La spesa complessiva stimata è pari a 64,05 euro in media, ma l’importo “tipico” è più basso: la mediana si ferma a 40 euro, a conferma di un’Epifania fatta soprattutto di piccoli pensieri. Si spende meno tra i 18-34 anni (media 42,69 euro; mediana 25) e di più tra i 35-65 (media 72,77 euro; mediana 50).

E il Centro-Sud non è solo l’area dove la Befana è più diffusa: è anche quella dove risulta più generosa, con il Mezzogiorno che esprime i valori più alti (media 75,65 euro; mediana 50), nettamente sopra il Nord (media 57,30; mediana 30) e il Centro (media 57 euro circa; mediana 40).

Quando si sceglie di fare un dono, nella stragrande maggioranza dei casi si resta fedeli alla formula classica: riportando le risposte a 100 tra chi regala qualcosa, la calza raccoglie il 94% delle preferenze (97% tra i 18-34 anni), contro un 6% che indica altro.

“L’Epifania conferma un tratto che attraversa tutta la stagione delle feste: la voglia di non rinunciare ai momenti simbolici, ma con una spesa prudente e selettiva”, commenta Confesercenti. “La calza funziona perché è flessibile: permette un regalo ‘su misura’, fatto di piccoli acquisti e attenzione alla qualità. È una ricorrenza che resta più ‘di comunità’ nel Centro-Sud, dove la tradizione della calza è più diffusa e si traduce anche in un budget mediamente più alto, pur dentro una logica di regali piccoli e mirati. Non è un secondo Natale: è l’ultimo appuntamento delle festività e premia acquisti rapidi e su misura – dolciumi, piccoli giocattoli, articoli per la persona – spesso realizzati sotto casa. Per la rete dei negozi di vicinato è un passaggio importante perché intercetta un consumo capillare, legato alla fiducia nel punto vendita e al radicamento nei territori”.

L’Epifania “tutti i soldi porta via”, commentano da Confcooperative, stimando che la spesa complessiva per la Befana si
attesterà sui 2,4 miliardi di euro (+100 milioni rispetto al 2025), un dato che nasconde “una crescente polarizzazione nei comportamenti di acquisto”.
Se il 68% degli italiani dichiara di voler contenere le spese dopo aver speso troppo durante le festività natalizie, il 22% ha invece incrementato il budget destinato all’Epifania, privilegiando regali di qualità. Il restante 10% mantiene invariate le proprie abitudini di spesa.
A fare il regali saranno 2 italiani su 3, con differenze geografiche marcate. Al Sud dominano i giocattoli: crescono le
scelte tech e interattive (62% delle preferenze): robot educativi, tablet per bambini e gaming. Al Centro tengono le
tradizionali calze di dolciumi (42%), ma crescono le esperienze come laboratori creativi per bambini e visite a musei (+15% rispetto al 2025). Al Nord l’abbigliamento conquista il 48% delle preferenze, complici i saldi invernali appena iniziati.
Cresce poi significativamente il turismo dell’Epifania: circa 8 milioni di italiani hanno scelto di partire, con una netta prevalenza (circa il 90%) per destinazioni nazionali. Trainano i borghi storici, le località montane e termali e le città d’arte.
L’analisi di Confcooperative sottolinea le ombre che accompagnano questa fotografia: le festività continuano a essere
un momento di forte stress per i circa 10 milioni di italiani in condizione di povertà assoluta o relativa. Parallelamente, “il ceto medio esprime crescente preoccupazione per la tenuta del proprio potere d’acquisto, schiacciato tra prezzi elevati e redditi che faticano a tenere il passo”.

Stefania Losito

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